Ultimo aggiornamento  14 ottobre 2019 19:43

Vi racconto Waymo.

Paolo Borgognone ·

Google conferma il proprio impegno per lo sviluppo delle auto senza conducente e crea Waymo, una nuova azienda che ha l'obiettivo di diffondere la tecnologia della guida autonoma e di renderla sempre più funzionale, sicura e accessibile a tutti. 

Giovane (Waymo) d'esperienza (Google)

A parlare di Waymo, svelandone eredità e obiettivi è direttamente John Krafcik, un passato anche in Hyundai e oggi a capo della nuova compagnia: "Waymo nasce con l'obiettivo di rendere gli spostamenti delle persone e delle cose semplici e sicuri, attraverso la tecnologia di guida autonoma. Siamo nati ieri, ma lavoriamo su una tecnologia che Google sta sviluppando da molti anni. Dal 2009, quando abbiamo iniziato, i nostri prototipi hanno percorso l'equivalente di 300 anni sulla strada. Abbiamo trasformato l'auto robot da sogno fantascientifico a realtà concreta. Oggi chi disegna le città fa i conti con il nostro sviluppo. Crediamo in nuove forme di trasporto che possano cambiare e rimodellare la maggior parte dei dieci trilioni di miglia che i mezzi a motore percorrono nel mondo ogni anno". 

Soluzioni per tutti. Anziani soprattutto

"Crediamo che la tecnologia di guida autonoma - continua Krafcik - possa essere utile in modi che ancora non riusciamo neanche ad immaginare: che possa creare nuovi tipi di prodotti, di servizi, di posti di lavoro. In primo piano c'e ovviamente la sicurezza. Sappiamo che l'errore umano, la stanchezza, i comportamenti come l'ubriachezza al volante, contribuiscono al costo di oltre un milione e duecentomila vite che si perdono sulle strade ogni anno. Il volante in mano ai robot ridurrà drasticamente questi numeri. E poi c'è l'aiuto che possiamo dare a chi non e' in grado di guidare. Penso a mia madre, che ha 97 anni ed è perfettamente lucida: ogni volta che vado a trovarla passo la maggior parte del tempo ad accompagnarla in giro, per risolvere piccole incombenze e incontrare le persone a cui tiene. Tutte cose che in futuro potrebbe fare anche da sola. E ricordo una data: 20 ottobre 2015. Quel giorno abbiamo completato il primo giro in strada a guida autonoma per le vie di Austin, Texas. Sull'auto c'era un signore, Steve Mahan, totalmente non vedente. Sono stati i sensori e il nostro software a fargli da autista". 

Milioni di chilometri già percorsi

"Ormai - ricorda Krafcik - i nostri veicoli possono risolvere i problemi che si incontrano solitamente in strada: dagli incroci multipli, all'imprevedibile comportamento umano, alla reazione in caso sopraggiunga un mezzo di soccorso. Per migliorare queste criticità, come Google, abbiamo percorso due milioni di miglia di test in strada e - solo nell'ultimo anno - un miliardo di miglia sui simulatori". "Nel corso di questi anni - conclude il nuovo boss di Waymo - abbiamo ascoltato tutte le impressioni e i consigli da parte delle comunità che sono state coinvolte nei test. Ora sappiamo quel è il prossimo passo: fornire a tutti dei veicoli robot con cui svolgere le loro attività quotidiane, dalle passeggiate in famiglia agli spostamenti casa lavoro. Affidandosi alla tecnologia".

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