Ultimo aggiornamento  11 dicembre 2019 17:12

Trump, all'ambiente un difensore del petrolio.

Flavio Pompetti ·

New York - "E’ come mettere un piromane a capo della caserma dei pompieri” ha commentato il capo del Sierra Club di fronte alla nomina che Donald Trump ha proposto di Scott Pruitt alla direzione dell’Epa. Pruitt è da cinque anni il segretario per la Giustizia dello stato dell’Oklahoma, e come tale ha difeso a spada tratta gli interessi dell’industria locale (carbone e petrolio) contro le regole imposte dall’agenzia per la protezione ambientale. Per dirla tutta, Pruitt come molti conservatori non crede proprio nell’utilità dell’ente. Preferirebbe vederlo sopprimere, in favore di un ritorno di competenze agli stati in materia ambientale.

La richiesta di rivedere i limiti

Se dovesse arrivare a dirigere l’agenzia, si troverebbe subito tra le mani la pratica spinosa della nuova disciplina sui consumi delle auto. Obama aveva chiesto ai costruttori che vendono in Usa di migliorare l’efficienza, fino a portare l’autonomia media delle vetture prodotte nel 2025 a 23,2 km con un litro (poi rivisti a 21,4), rispetto ai 15 km litro attuali. Con la stessa disposizione aveva fissato ad aprile del 2017 la data di verifica dei progressi tecnologici per arrivare al traguardo.

Tutti contro l'Epa

Il giorno dopo il voto dell’8 novembre, la Aama (la lobby che riunisce la maggioranza delle case) aveva scritto una lettera aperta a Donald Trump chiedendogli di sospendere il mandato per impedire che nuovi costi esorbitanti finissero per cadere sulle spalle dei consumatori, in un momento in cui il mercato delle vendite accenna già a indebolirsi. L’attuale amministratrice dell’Epa, Gina McCarthy nominata da Obama, ha fiutato il pericolo e si è affrettata ad anticipare la data della verifica a fine dicembre, accompagnandola con un anticipo del suo giudizio personale: “I costruttori sono già tutti in grado di affrontare i nuovi limiti”. Se la sua affermazione dovesse essere confermata, il primo livello di osservanza scatterebbe già per i modelli di mercato del 2017.

Rivedere gli accordi del 2009

Puntuale la replica dell’Aama. Mercoledì l’associazione ha inviato un sollecito al congresso perché blocchi la risoluzione dell’Epa, includendo la disposizione in una legge di bilancio di breve termine ora in preparazione. E’ importante ricordare che le disposizioni sono state discusse nel 2009 come parte del salvataggio pubblico del comparto auto americano. Sono state scritte dall’amministrazione Obama nel 2011, e approvate dal 90% dei costruttori con la notevole eccezione della Volkswagen.

Tag

Ambiente  · EPA  · Obama  · petrolio  · Scott Pruitt  · Trump  · 

Ti potrebbe interessare

· di Paolo Borgognone

Il capo dell'agenzia per la tutela dell'ambiente di Washington ha lasciato l'incarico. Su di lui l'ombra di diversi scandali. Da lunedì al suo posto il vice Andrew Wheeler

· di Lina Russo

Il Ceo di Tesla lancia via Twitter un messaggio all'amministrazione di Washington: in caso di addio agli accordi internazionali sul clima abbandonerà il ruolo di consigliere

· di Paolo Borgognone

Secondo il colosso energetico britannico, l'oro nero continuerà ad essere la fonte primaria di energia almeno fino al 2035. Anche, forse, grazie a Trump

· di Alessandro Marchetti Tricamo

Per i tre top manager dell'industria Usa, Barra, Fields e Marchionne, niente speech a Las Vegas. Meglio aspettare in casa a Detroit il nuovo presidente

· di Alessandro Marchetti Tricamo

L'associazione delle Case automobilistiche in America scrive al nuovo presidente chiedendo un passo indietro rispetto a Obama sulle politiche ambientali