Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 07:27

Emissioni, le Case frenano.

Redazione ·

L'Acea, l'associazione che riunisce i produttori di automobili del nostro continente, si è rivolta con una lettera alla Commissione Ue, chiedendo che Bruxelles conceda più tempo e regolamenti meno stringenti alle Case in materia di controlli anti inquinamento. L'iniziativa richiama, in qualche modo, quanto successo negli Stati Uniti. Qui l'associazione dei costruttori auto ha preso carta e penna, il giorno dopo l'elezione di Trump a presidente, per chiedergli di intervenire subito, mettendo un freno alle richieste dell'amministrazione Obama in materia di nuove tecnologie e di interventi per ridurre i consumi di carburante e le emissioni. 

Avanti ma con giudizio

Tornando in Europa, nella lettera indirizzata a Franciscus Timmermans, l'olandese vice presidente della commissione Ue, i costruttori si dicono favorevoli all'introduzione di metodi più rigorosi per la misurazione delle emissioni nelle auto di nuova costruzione. Questi test, sviluppati dall'Europa in collaborazione con Giappone e India, si chiamano WLTP - Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedures - e insieme con i test sulle emissioni nelle reali condizioni di guida (rde), dovrebbero evitare il ripetersi di situazioni come il dieselgate. I WLTP entreranno in vigore in step successivi, ad iniziare dal mese di settembre del 2017.

Difficoltà per i produttori

Quello che le Case lamentano, però, è che la nuova legislazione sia troppo complessa e soprattutto lasci tempi troppo stretti per l'adeguamento alle richieste, in particolare in tema di test nelle condizioni reali di guida. Dopo i primi due tronconi - già discussi a Bruxelles - la terza e più importante parte della normativa sull'introduzione dei rde, infatti, dovrebbe essere approvata dalla commissione Ue entro il 20 dicembre 2016, per poi essere ratificata in aula entro maggio del 2017 e quindi diventare attiva solo un mese dopo. Un tempo, dicono i costruttori, troppo breve per adeguarsi alle richieste. "Abbiamo di fronte un problema pratico - ha dichiarato il segretario generale dell'Acea, Erik Jonnaert - dovuto all'incertezza riguardo le decisioni definitive della commissione. Ai produttori è lasciato troppo poco tempo per adeguarsi. Per questo chiediamo che ci sia una revisione dei tempi per poter applicare al meglio i nuovi regolamenti comunitari". 

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