Ultimo aggiornamento  20 settembre 2019 07:12

Il gruppo Psa racconta la sua storia.

Andrea Cauli ·

Il gruppo francese PSA, secondo costruttore europeo di automobili con i marchi CitroënPeugeot e DS, ha sempre mantenuto un forte legame con la propria storia. Al ricordo e alla conservazione del passato provvedono a Sochaux il Museé de L’Aventure Peugeot, che colleziona un esemplare di ogni vettura, concept car e auto sportiva prodotte dalla marca del Leone; e a Parigi il Conservatoire Citroën, dove su 6500 metri quadri trovano posto oltre 400 vetture.  La stessa funzione svolgono in Italia la Galerie Peugeot e il Centro Documentazione Storica Citroën, entrambi in provincia di Siena.

Quattro ruote e non solo

La Galerie Peugeot di San Gimignano è la prima esposizione al di fuori della Francia dedicata esclusivamente ai prodotti, auto e non solo, con il marchio del Leone. Con circa 40 modelli, a cui si aggiungono periodicamente ‘prestiti’ di valore storico provenienti dal Museé de L'Aventure, illustra l’evoluzione tecnico-stilistica di Peugeot nell’arco di quasi un secolo.

Otto aree tematiche

La Galleria è suddivisa in otto aree tematiche: vetture fino al 1930, gamma 10x, 20x, 30x, 40x, 50x e 60x, più la sezione dedicata ad altri oggetti da collezione: accanto alla Peugeot 415, moto per il turismo degli Anni ‘30, biciclette, ricambi, manifesti e tanta oggettistica, tutto rigorosamente d’epoca.

Anche la 604 del Papa

Tra le ‘chicche’ esposte, alcune in restauro, ci sono la Bebé del 1916, la 604 Limousine Heuliez utilizzata da Papa Giovanni Paolo II in occasione della visita pastorale in Francia del 1980, la 604 Tour de France (versione pre-serie allestita espressamente come ammiraglia per il Giro di Francia a metà degli anni ottanta), la 205 Gentry del 1991, (in pratica una GTi in smoking al posto della tuta da pilota) e la 202 “Canadienne” del 1948, con le fiancate di legno in sostituzione della lamiera di difficile reperimento nell'immediato dopoguerra. Ma fanno bella mostra di sé anche la Quadrilette décalée, 163 Torpedo, 172 BC, 201 berlina, 301D cabriolet e coupé, 401 Coach Trasformable, 202 e 202 Paquet de Tabac, Chassis 202, 202 Plateau, 302, 402 Eclipse, 203 Berlina, 403 cabriolet e Plateau, 204 break, 404 berlina, cabriolet e coupé, 504 cabriolet, coupé V6 e coupé V6 iniezione, 304 cabriolet, 104 ZR, 104 Ecò, 305 GT, 605 SVI, 205 CTI cabriolet e Roland Garros cabriolet, 306 Maxi, 106 Premium e 207 effetto suolo.

Nella vecchia fornace

Il Centro Documentazione Storica Citroën e DS, nato nel 2005, affronta l’heritage da un punto di vista differente: ha come missione la ricerca, la classificazione e la digitalizzazione del materiale storico, sia cartaceo che filmato o fotografico, e la sua valorizzazione mettendolo a disposizione di tutti gli appassionati e gli operatori della comunicazione. La nuova sede di Sinalunga occupa circa 3.000 metri quadri in due edifici, (una storica fornace dei primi del ‘900 dalla caratteristica copertura a botte e un immobile industriale degli anni ’60), accorpati per contenere 600 metri quadri di uffici, 300 di spazi didattici, circa 1.000 di sale espositive e magazzini e altrettanti di officina/garage.

Archivio completo

Gli archivi comprendono oltre 300 metri di scaffalature che contengono l’intero archivio della documentazione tecnica di Citroën Italia (inclusi gli originali dattiloscritti e i disegni tecnici), quaranta grandi raccoglitori con tutti i comunicati per la stampa del nostro Paese, la documentazione originale di omologazione, circa 2.000 coloratissime brochure dei modelli Citroën dal 1919 a ieri, incluse quelle per i mercati esteri realizzate anche con il contributo di Andy Warhol, centinaia di filmati che vanno dalle pellicole a passo Pathé delle crociere Nera e Gialla degli anni ‘20 e ‘30 ai film in 16 mm degli anni ‘60 e ‘70, ai nastri U-Matic e U-Matic BVU dei ‘70 e ‘80 fino ai betacam in uso sino a qualche anno fa.

Milioni di fotografie

Negli archivi del Centro di documentazione storica Citroën si trovano anche la corrispondenza tra le direzioni italiana e francese, migliaia tra manuali di formazione tecnica e commerciale, le telecamere e i fonometri utilizzati negli anni ‘50 e ‘60 per le prove di omologazione, le microfiche in voga negli anni ‘70 e milioni di fotografie, perlopiù inedite, che raccontano l’incredibile avventura di un marchio che nel 2019 taglierà il traguardo del suo primo secolo d’esistenza. Una sala cinema, spazi per la ristorazione e per riunioni e incontri completano la struttura che si pone come un fondamentale riferimento per tutti gli appassionati di due marchi, Citroën soprattutto ma anche DS, fra i più collezionati al mondo.

Al volante della storia 

L’evento PSA & Friends 2016 ci ha offerto non solo la possibilità di visitare la Galerie Peugeot e il Centro Documentazione Storica, a cui il pubblico può accedere su prenotazione, ma anche quella di guidare e mettere inusualmente a confronto con le auto più moderne veri e propri miti delle quattro ruote come le Peugeot 104 ZS, 205 CTi, 106 Rally e 205 GTi Gutmann, le Citroën 2CV, Dyane 6, ID 19, DSuper e DS20 Pallas. Il paragone con le ultime eredi, dalla Peugeot 208 GTi alla Citroën C3 e alla DS5 non dà scampo dal punto di vista della sicurezza (50 anni di ricerca e sviluppo in questo campo fanno la differenza, eccome), ma al fascino  immutato nel tempo delle "classiche" dà anche maggior forza il pensiero dello spirito di avventura e libertà che probabilmente caratterizzava molti conducenti dell’epoca.

Le emozioni di una volta

Tralasciando consumi, prestazioni e comfort, l’invidia va ai fortunati collezionisti che possiedono queste vetture e magari le usano tutti i giorni provando emozioni indescrivibili, le stesse che hanno vissuto i padri e i nonni quando si mettevano al volante di un’auto, accendevano il motore, ingranavano la marcia e davano gas.

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