Ultimo aggiornamento  22 marzo 2019 21:33

Chao, la ministra che piace a Detroit.

Flavio Pompetti ·

Uno dei primi punti fermi del gabinetto Trump è la poltrona del ministero per i trasporti, per il quale il presidente eletto ha indicato il nome di Elaine Chao, una donna, immigrata e non bianca. Dietro le tre etichette di diversità, c’è una matrice di solido conservativismo: genitori in fuga da Shangai a Taiwan dopo l’arrivo dei cinesi nel ’49; educazione in una prestigiosa scuola superiore di Long Island, e poi laurea alla Business School di Harvard.

Esperienza al governo  

La signora Chao è parte dell’establishment washingtoniano dal 1983, sotto l’amministrazione Reagan, nella quale è entrata come borsista della CitiCorp. È stata già sotto segretaria ai Trasporti con Bush padre dal ’91 al ’92, e poi segretaria al Lavoro con il figlio George W, dal 2001 al 2009. Non è secondario il fatto che sia sposata dal ’93 con il potente senatore repubblicano Mitch McConnel, oggi presidente della camera alta del Congresso. È quindi una consumata esperta della macchina di governo, e sarà preziosa per il presidente Trump, che è un novizio nella scena capitolina. In che direzione spingerà il ministero è abbastanza facile da predire.

No alle regole 

Chao è una garantista del libero mercato, poco propensa a scrivere nuove regole per disciplinarlo. Da segretaria per il lavoro si è distinta per averne approvate pochissime, e per aver avversato la lotta per l’aumento della paga minima oraria. Dopo gli impegni di governo è transitata per il consiglio di amministrazione della Wells Fargo, la banca incriminata la scorsa estate per aver perpetrato una frode gigantesca ai danni dei propri correntisti. Allo stesso tempo era entrata nel board della Bloomberg Philantrophies, l’associazione di beneficenza dell’ex sindaco d New York. Ne è uscita per protesta, quando l’associazione ha deciso di finanziare un’iniziativa per la chiusura delle centrali a carbone. Molte di queste risiedono in Kentucky, lo stato nel quale suo marito correva per la rielezione, e il suo legame con Bloomberg era già stato preso di mira nella campagna.

Sì dalle Case auto 

La sua nomina è stata applaudita con entusiasmo dal presidente della Alliance of Automobile Manufacturers, Mitch Bainwol, che la giudica “Una scelta superba”. Le case americane guardano a lei con la speranza che il primo regolamento ad essere cancellato sia quello che le vincola a produrre entro il 2025, auto in grado di percorrere in media 23,2 km con un litro di carburante. Chi aspetta invece con ansia la scrittura di regole sono le ditte di IT che lavorano al progetto di autopilota e che chiedono una normativa e degli standard nazionali. Google, Ford, Uber, Nissan, Mercedes Benz e Tesla ne hanno bisogno subito per poter debuttare come vorrebbero con progetti commerciali per il 2021. Obama aveva iniziato a lavorarci, pur promettendo libertà di azione ai protagonisti della ricerca. Le credenziali di Trump e di Elaine Chao in campo tecnologico sono invece ancora tutte da verificare.

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