Ultimo aggiornamento  18 novembre 2018 22:37

Sharing economy, vince l'auto.

Patrizia Licata ·

La sharing economy in Italia cresce e che cosa condividono di più gli italiani? I servizi per la mobilità e il trasporto. Lo ha rivelato la ricerca "Mappatura piattaforme collaborative" realizzata da Collaboriamo.org, coordinata da Marta Mainieri e Ivana Pais (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e presentata in occasione dell'evento Sharitaly 2016 dedicato all’economia collaborativa.

Tutte le piattaforme

Nel 2016, le piattaforme italiane di sharing economy (comprese quelle internazionali con sede in Italia) sono arrivate a quota 138. Se uniamo le 68 piattaforme di crowdfunding, ovvero di raccolta fondi "dal basso" per progetti di vario genere e dimensione (prese in esame in uno studio presentato accanto a quello sulla condivisione) si arriva a un totale di 206, con un incremento del 10% rispetto alle 187 complessive del 2015. Nel 2016, il 31% delle piattaforme di sharing in Italia raggiunge più di 30mila utenti (nel 2015, erano solo il 20%); i settori che, rispetto allo scorso anno, vedono un maggior incremento dell’economia collaborativa italiana sono in particolare i trasporti, che rappresentano il 18% delle piattaforme analizzate, i servizi alle persone (16,6%), i servizi alle imprese (8,7%) e la cultura (9,4%), mentre rimane sostanzialmente invariato il turismo (12%).

Ride sharing in pole

Le piattaforme di sharing economy relative ai trasporti sono le più numerose (25 nel 2016, contro 22 nel 2015); la maggior parte è legata al ride sharing, cioè la condivisione di posti auto su lunghe tratte (Autoincomune, Autostrade Carpooling, Avacar, Blablacar, Drivebook, Flootta, iGoOn, JoJob, Roadsharing, Viaggiansieme) o in città (Clacsoon, Letz-go, Mooca, Scooterino, Strappo). Secondo lo studio, la presenza di un player forte come Uber non limita la nascita di servizi simili ma è da stimolo nella ricerca di nuovi modelli di business.

Primo: risparmiare

La crescita del settore delle piattaforme di sharing economy testimonia quanto il tema della mobilità pendolare e urbana (e i relativi costi) sia rilevante per molti italiani. Un sondaggio BlaBlaCar presentato col report di Collaboriamo indica che "Risparmiare o contenere i costi" è, sia per chi conduce la macchina che per i passeggeri, la prima leva per l'utilizzo di questa piattaforma, seguita dal "fare il viaggio in compagnia" e dall'attenzione alla "sostenibilità"; dal punto di vista dei passeggeri, contano anche la "comodità" e la "mancanza di altri mezzi".

Chi collabora

Uomini e donne frequentano le piattaforme collaborative in modo sostanzialmente uguale: le donne superano di poco il pubblico maschile ma gli uomini sono i principali utenti per i servizi di trasporto. Quanto alla fascia d'età, lo sharing piace soprattutto a chi ha fra i 18 e i 54 anni. Nonostante l’incremento dell’offerta, la domanda ha ancora molti margini di crescita in Italia, nota il report: sia nel mondo dello sharing che del crowdfunding, l'Italia è un mercato "immaturo", ma i processi collaborativi si stanno diffondendo con velocità.

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