Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2019 16:02

Mobilità sostenibile, che clima che fa.

Marina Fanara ·

Sostenibile, condivisa e intelligente: sono le tre parole chiave della mobilità del futuro. E gli italiani sembra inizino a capirlo. Lo dimostra il rapporto sulla mobilità sostenibile, elaborato da Lorien Consulting e il gruppo editoriale La nuova ecologia, presentato durante la nona edizione del forum QualeEnergia dal titolo "2030: che clima che fa", organizzato da Legambiente in collaborazione con Kyoto Club e Cobat (Consorzio nazionale raccolta e riciclo delle batterie).

Il car sharing si fa strada 

Stando al rapporto di Lorien Consulting, il 92% degli italiani preferisce ancora muoversi con la propria auto, ma uno su cinque ammette di usare anche un veicolo condiviso. E il 72% degli intervistati dichiara di essere favorevole ad alcune drastiche misure antismog, come il divieto di vendita entro il 2025 di auto diesel e benzina sul quale stanno lavorando Norvegia, Danimarca e Olanda. Inoltre, il 33% del campione è convinto che l'auto elettrica sia l'alternativa più sostenibile e il 72% sarebbe disposto a comprarla, anche a costo di spendere qualcosa in più (ma non oltre il 10-11%) rispetto a una normale vettura a combustione interna. Altre due leve importanti che potrebbero far decidere gli italiani a scegliere un'elettrica sono gli incentivi all'acquisto (per il 73% di loro) e la facilità di rifornimento (65%) sia attraverso un maggior numero di colonnine su strada che direttamente da casa.

Particolato killer in città

Il forum di Legambiente è stato anche occasione di confronto, fra rappresentanti istituzionali e operatori pubblici e privati, sui nuovi scenari energetici dell'Italia e dell'Europa. Soprattutto dopo che l'accordo sul clima di Parigi (Cop21) e i risultati emersi durante la conferenza di Marrakech (Cop 22) impongono misure più stringenti per contenere il surriscaldamento del pianeta. Un'emergenza alla quale contribuisce anche il settore trasporti, specialmente in ambito urbano. Ed è proprio nelle città, che lo smog resta la principale minaccia per la salute dei cittadini: stando ai dati appena pubblicati dall'Agenzia europea per l'ambiente nel dossier "Qualità dell'aria 2016", nel Vecchio Continente solo le polveri sottili provocano in media 430 mila morti premature l'anno.

Italia nella morsa delle auto

L'emergenza non risparmia certo il nostro Paese. Anzi, per colpa del particolato, dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente: "In Italia, si contano in media 60 mila vittime l'anno e sotto accusa ci sono il trasporto urbano e metropolitano". Ma la mobilità, secondo il presidente dell'associazione ambientalista, non è correlata solo al fattore inquinamento o cambiamento climatico generale, ma anche alla sostenibilità sociale. "Se con 65 auto ogni 100 abitanti, siamo il Paese con più automobili al mondo", sottolinea Muraro, "negli anni di crisi, disoccupazione e caro benzina, sono diminuiti gli spostamenti di giovani, anziani e senza lavoro. Solo una piccola parte della popolazione ha trovato alternative credibili nei mezzi pubblici, nella bicicletta o nella sharing mobility. Le nuove tecnologie e la mobilità elettrica sono la risposta alla libertà di movimento del futuro, a patto che i sindaci sappiano orientare lo sviluppo".

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