Ultimo aggiornamento  25 giugno 2019 12:18

La zampata della 308 GTi by Peugeot Sport.

Marco Perugini ·

Prendere un’auto, esaltarla in una GT e poi celebrarla in una GTi: in Peugeot lo fanno dal 1938 con la 402 B Legere, in grado di esprimere un rapporto peso-potenza di 16 kg per cavallo, come la più prestazionale e costosa Alfa Romeo 6C. La tradizione è proseguita con la 205 GTi del 1984, la 106 S16 del 1993, la 206 S16 del 1999 e dal 2013 la Casa del Leone propone la 208 GTi. Ma a Parigi hanno deciso di fare di più, mettendo a listino le versioni  208 GTi e 308 GTi “by Peugeot Sport”. Quest’ultima è spinta dal motore 1.6 THP da 270 cavalli e 330 newtonmetri di coppia, già in dotazione alla RCZ R non più commercializzata, ed è impreziosita da un allestimento esclusivo che prevede anche differenziale a slittamento limitato Torsen, assetto ribassato di 11 millimetri, freni maggiorati a 380 millimetri e pneumatici Michelin Super Sport. L’abbiamo guidata sul circuito di Misano Adriatico.

Primo contatto nei box

A prima vista sembra una “normale” GT, con il doppio scarico posteriore, l’ampio fascione anteriore, il cofano scanalato, le minigonne sottoporta e i fari a Led, ma si percepisce un’indole ancora più sportiva: altezza da terra ridotta di oltre 1 centimetro, griglia anteriore con trama 3D a scacchi, ruote con cerchi da 19 pollici e lettera “i” in rosso a completare la sigla GT. Per chi vuole distinguersi c’è anche la doppia tinta Coupe Franche, con anteriore rosso Ultimate e posteriore nero Perla, per 1.600 euro in più.

A bordo

Indossato il casco, apriamo lo sportello e scopriamo le altre peculiarità dell’allestimento “by Peugeot Sport”: soglie delle porte personalizzate; impunture rosse nella tappezzeria; sedili sportivi Alcantara in pelle; i-Cockpit con quadro strumenti in posizione rialzata e volante ridotto di 35 centimetri. Dietro la leva del cambio ci sono il pulsante di accensione e il freno elettronico di stazionamento, oltre al tasto “sport” che aumenta la sonorità dello scarico e la sensibilità dell’acceleratore, facendo apparire dietro il volante i valori di coppia, turbo e accelerazione.

Si accende il semaforo

Avviamo il motore e apprezziamo la “voce grossa” del motore. Scaldate le gomme e presa confidenza con il tracciato, schiacciamo l’acceleratore e l’adrenalina sale: la 308 GTi aggredisce la variante del Parco, una doppia curva a S che fa “suonare” i pneumatici 235/35. Ringraziamo il differenziale Torsen che ci aiuta a mantenere la traiettoria nella curva del Rio e spalanchiamo il gas prima della variante Arena, che si rivela insidiosa nella difficoltà di dosare l’acceleratore particolarmente reattivo. Sfruttiamo il cordolo destro in uscita e pigiamo con forza il freno prima della Quercia per abbassare l’anteriore ed evitare il sottosterzo. Non c’è tempo di tirare il fiato perché la curva del Tramonto è fondamentale per dare poi il 100% del gas sul rettilineo e sul Curvone, il cui taglio sul primo cordolo con l’acceleratore premuto a oltre 200 km/h richiede controllo di se stessi prima ancora del veicolo. La staccata del Carro è violenta e ci immaginiamo la ruota posteriore destra sollevata all’interno della curva, con i dischi da 380 mm perlati di rosso, il colore delle pinze.

Bandiera a scacchi

Finito il test, ci congediamo da quest’auto emozionante con gratitudine. Ci sarebbe piaciuto provare anche un cambio elettronico con paddle al volante, ma l’unico previsto è il manuale a 6 marce, i cui innesti richiedono un po’ di esperienza. Servono 35.150 euro per impugnare il volante di questa 308 GTi by Peugeot Sport da 270 cavalli. Per risparmiare sul listino e sul superbollo c’è la versione con lo stesso motore limitato a 250 cv, che costa 2.500 euro in meno: consumi ed emissioni sono identici, ma in pista si sconta più l’assenza del differenziale Torsen che i 20 cavalli di minore potenza.

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