Ultimo aggiornamento  27 giugno 2019 06:02

La mobilità condivisa cresce nel Paese.

Marina Fanara ·

Anche se in Italia è in costante crescita, la mobilità condivisa ha più successo nelle città dove il trasporto pubblico è più efficiente: è questo uno dei risultati emersi dal primo Rapporto sulla sharing mobility che ha fotografato la diffusione sul territorio nazionale di questa nuova modalità di trasporto e raccolto alcune esperienze dall'estero. Il rapporto è stato elaborato dall'omonimo Osservatorio nazionale voluto dal ministero dell'Ambiente e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con il comune di Roma e composto da oltre 50 gestori italiani di bike, car, scooter, bus e park sharing e car pooling.

I numeri della condivisione

"Le città dove gravitano i due terzi della popolazione italiana", ha detto Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, "stanno diventando veri e propri laboratori per la rivoluzione della mobilità". I numeri di questa rivoluzione li indica il Rapporto: 700 mila utenti per le 5.764 auto del car sharing, più di 13.770 biciclette condivise in oltre 200 Comuni, per non parlare degli altri servizi, come lo scooter, il park e il bus sharing, di cui non è ancora possibile fare un consuntivo, perché attivati di recente e non ancora diffusi su scala nazionale. "Sono cifre", ha aggiunto Orsini, "che dimostrano quanto i cittadini inizino a privilegiare sempre di più i servizi di mobilità, piuttosto che la proprietà del mezzo e ciò aiuta anche il trasporto pubblico".

Emergenza salute e ambiente

"Siamo in una grande emergenza ambientale, climatica e sociale: superare queste pericolose criticità è la nostra vera sfida". Lo ha sottolineato Silvia Velo, sottosegretario del ministero dell'Ambiente, durante la presentazione dell'indagine. "Abbiamo a che fare con il riscaldamento del pianeta e con un inquinamento nelle nostre città spesso oggetto di procedure d'infrazione da parte di Bruxelles", ha spiegato il sottosegretario, "A questo dobbiamo aggiungere che il 35% degli spostamenti urbani sono sistematici, per lo più sui percorsi da e verso la scuola o il lavoro, che in media per il 70% ci si muove in auto e che le città, sempre più affollate, tendono ad allargare i propri confini. Il risultato è: smog, traffico e congestione in pericoloso aumento. Per questo, la mobilità sostenibile non è più una scelta per passione, ma una necessità e richiede non solo risorse, ma il consenso di tutti: politici, amministratori, operatori pubblici e privati".  

Roma in crescita

E' nella Capitale e nel capoluogo lombardo che si concentra il 60% di auto condivise, sia a flusso libero (l'auto si può prendere e lasciare dove si vuole) che a postazione fissa. "A Roma la mobilità condivisa è in progressivo sviluppo", ha detto Linda Meleo, assessore alla Città in movimento, "soprattutto da quando il vecchio concetto di car sharing pubblico è stato affiancato dal servizio privato a flusso libero: si sta dimostrando vincente, perché va incontro alle esigenze dei romani e sta dando un grosso contributo a migliorare l'ambiente e la salute dei cittadini". "Ma la vera svolta", ha aggiunto l'assessore, "è il passaggio da un regime di concessioni a uno di sole autorizzazioni e una serie di incentivi agli operatori privati come l'accesso e la sosta gratuita nella ztl per i veicoli elettrici". Oggi nella capitale ci sono oltre 1.000 auto in sharing a flusso libero, ognuna delle quali viene utilizzata in media 3 ore al giorno, mentre il car sharing a postazione fissa conta 160 vetture, 112 parcheggi e 3.200 iscritti. Le prossime sfide, conclude Meleo, sono "il van sharing per la distribuzione più sostenibile delle merci di cui abbiamo appena attivato la sperimentazione e il ripristino del bike sharing, stavolta all'altezza di una capitale europea".

Milano in pole

Che la sharing mobility funziona meglio se funzionano bene anche bus, tram e metropolitane, lo dimostrano alcune esperienze estere, come per esempio gli Usa, dove l'amministrazione federale ha investito negli ultimi anni 170 miliardi di dollari per il trasporto pubblico. Nel nostro paese, l'esempio più virtuoso è Milano: fiore all'occhiello in materia di bike e car sharing, il capoluogo lombardo è anche un modello per efficienza del trasporto pubblico locale utilizzato dal 60% dei milanesi. "Ancora non basta", ha precisato Marco Granelli, assessore Mobilità e Ambiente del capoluogo lombardo, "ora la nostra sfida è lavorare sulle periferie e pensare la mobilità in termini di area metropolitana, dove vivono tre milioni e mezzo di abitanti, contro il milione e 300 mila entro i confini della città, che per mancanza di alternative si sposta prevalentemente con l'auto di proprietà. Qui è dove vogliamo attivare nuovi servizi di sharing mobility e dove intendiamo potenziare il trasporto pubblico".

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