Ultimo aggiornamento  24 settembre 2018 03:23

La bici corre più dell'auto.

Patrizia Licata ·

La bikeconomy crea più lavoro dell'industria dell'auto e l'Italia è il secondo paese d'Europa per produzione di biciclette. Sono solo alcuni dei dati emersi dal primo rapporto sulla Bikeconomy realizzato dalla Fondazione Manlio Masi e presentato a Roma al Museo MAXXI nel corso del Primo Forum Nazionale sulla Bikeconomy organizzato dalla stessa Fondazione con la collaborazione di Bicitaly.

L'economia delle due ruote

La bikeconomy è il macrosistema che valuta in termini economici i benefici ambientali, sanitari e sociali connessi all’uso della bicicletta: in Europa vale 200 miliardi di euro e impegna più di 70.000 lavoratori e in proporzione, ha un tasso di occupazione quattro volte superiore a quello dell'industria dell'auto. Anzi, se nelle città europee si pedalasse come a Copenhagen (dove il 26% degli spostamenti avviene su bici) si creerebbero circa 76.600 nuovi posti di lavoro green. Si tratta di un macrosistema in crescita e al cui sviluppo ha contribuito anche il bikesharing, che conta in Europa 414 servizi, di cui 21 in Italia. La produzione e la vendita di biciclette e accessori in tutta Europa ha un giro di affari di circa 18 miliardi di euro all'anno; l'Italia è il secondo maggior produttore europeo di bici, componenti e accessori (oltre 8.000 addetti), ma la domanda interna è molto bassa a causa di mancanza di infrastrutture che rendano agevole e sicuro usare la bicicletta.

Benefici: ambiente, turismo

Gli spostamenti su brevi distanze con veicoli a motore sono i meno efficienti sotto il profilo dell’utilizzo di carburante: usare la bicicletta è un'eccellente alternativa green, dice lo studio sulla bikeconomy. Basterebbe percorrere in bici 5 km al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni legate al settore dei trasporti in Europa. Se poi in tutto il mondo i viaggi su 2 ruote arrivassero all’11% del totale dei trasporti nel 2030 e al 14% nel 2050 si potrebbero far risparmiare alla società circa 24.000 miliardi di dollari valutando l’utilizzo di carburante, l’emissione di CO2 ed i costi diretti del mezzo di trasporto. Quanto al cicloturismo, in Europa muove 44 miliardi di euro; le mete più gettonate sono Francia e Austria, mentre l’Italia paga la mancanza di infrastrutture e servizi. L’Unione europea, per cercare di stimolare il settore, ha dato vita al progetto EuroVelo, rete transeuropea di vie ciclabili che comprende 12 percorsi per le bici su lunghe distanze: arriverà a coprire 66.000 km, di cui circa 45.000 già realizzati con 4 itinerari che toccano l’Italia, dove si stanno sviluppando progetti come VENTO (679 km lungo gli argini del Po) e il GRAB di Roma (ciclovia di 40 Km che funge da percorso archeologico-turistico).

Innovazione made in Italy

La bikeconomy è anche stimolo alla nascita di startup, come hanno dimostrato le società innovative italiane presenti al Forum di Roma. Bikee Bike (sorta negli incubatori di Trentino Sviluppo) ha creato un motore elettrico per biciclette che può essere installato in poche decine di minuti sulla maggior parte dei telai standard; il motore sfrutta la nuova tecnologia mid-drive, che colloca il propulsore nel movimento centrale della bici tra i pedali. KissMyBike (nata sempre all'interno di Trentino Sviluppo) è invece un sistema invisibile per segnalare il furto della bici, capace di localizzare con precisione il veicolo rubato, sia in ambienti chiusi sia all’aperto. La startup Zehus, infine, ha inventato un motore ibrido per biciclette che si "ricarica" sfruttando l’energia generata dalle nostre gambe: una tecnologia italiana che compete contro colossi quali Bosch, Panasonic e Shimano.

Verso le smart cities

"Il potenziale per l’Italia della bikeconomy è enorme", osserva Beniamino Quintieri, Presidente Fondazione Manlio Masi; "oltre agli evidenti benefici connessi all’ambiente e alla salute, la bici è una grande opportunità per valorizzare il paese dal punto di vista turistico e artistico, nonché la nostra innovazione nel settore". Ribadisce Gianluca Santilli, Coordinatore iniziative Bicitaly e ideatore del Forum Nazionale sulla Bikeconomy: "Le bici non inquinano, eliminano la morsa del traffico, ti fanno godere le bellezze delle città e intanto muovono produzioni industriali, stimolano tecnologie innovative, contribuiscono a trasformare le città in smart cities".

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