Ultimo aggiornamento  17 agosto 2019 18:53

Tesla, se l'assistenza è slow.

Paolo Borgognone ·

Qualcuno negli Stati Uniti inizia a storcere la bocca. I servizi post vendita della Tesla non sarebbero poi così "spaziali": a causa soprattutto delle grandi distanze tra i centri di assistenza e ad una cronica carenza di pezzi di ricambio. Intervenire sugli aggiornamenti dei software a distanza, cosa che Tesla fa anche di notte, non basta.

Interventi a rilento

A denunciarlo la rivista Automotive News, che avrebbe raccolto le lamentele di parecchi clienti di Musk. Con passare del tempo, dicono i consumatori, i tempi di attesa per le riparazioni necessarie si stanno allungando. E già qualcuno prefigura che con la commercializzazione del Model 3 le cose potrebbero diventare ancora più complicate. 

Il "caso" Miami

La pubblicazione fa - tra gli altri - l'esempio di un cliente di Miami che, dopo aver cambiato la sua Model S con una Model x nel gennaio del 2015, una volta accortosi di un difetto ad un finestrino, si è rivolto alla sede locale dell'assistenza Tesla. Dove, però, gli avrebbero risposto di aspettare almeno 10 giorni. "Non pochi per un'auto che ho pagato 130.000 dollari" è stato il lapidario commento del cliente. 

Pochi e lontani

Secondo gli osservatori, una delle ragioni delle difficoltà di assistenza è che i centri Tesla sarebbero pochi e distantissimi tra loro. Ce bene sono soltanto 61 sul territorio americano, quasi tutti concentrati intorno alle maggiori città. Al di fuori di questi la copertura è insoddisfacente. Ad esempio, si fa notare, tra il centro assistenza di Salt Lake City e quello più vicino, a Las Vegas, ci sono oltre 670 chilometri. Il successivo è addirittura a Denver, in Colorado, ad 800 chilometri dal punto di partenza. Anche con la diffusione dei Supercharger non sono distanze facili da coprire. 

E domani?

Con il piano di commercializzazione della Model 3, che prevede l'arrivo sul mercato di mezzo milione di vetture nel 2018, appare chiaro come Musk e i suoi si trovino di fronte ad un'altra sfida: o riusciranno a coprire in modo molto più capillare con propri centri il territorio americano o dovranno scendere a patti e affidarsi a centri "generici" che siano in grado di risolvere almeno i più semplici contrattempi delle nuove auto.

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