Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 07:36

Milano, l'Italia che pedala.

Marina Fanara ·

Siamo ancora lontani dai 350 chilometri di piste che fanno di Copenaghen la città più ciclabile d'Europa, ma Milano sembra decisa a ridurre, in tempi record, le distanze che la separano dalle metropoli più sostenibili del Vecchio Continente. Un impegno supportato dai numeri: in appena un lustro, dal 2011 a oggi, le infrastrutture per le biciclette sono praticamente raddoppiate, passando da 113 a 220 chilometri, il triplo rispetto a dieci anni fa.

Leader per bus, tram e metro

"Siamo convinti che lo sviluppo del trasporto su bicicletta", ci spiega Marco Granelli, assessore alla Mobilità del capoluogo lombardo, "vada di pari passo con l'efficienza del trasporto pubblico, utilizzato dai milanesi per il 58% degli spostamenti: secondo l'ultima indagine di Legambiente, Milano, con 472 viaggi all'anno per abitante, è in crescita rispetto ai 457 viaggi del 2014, anche grazie all'aumento dell'offerta del servizio, che passa da 83 a 92 chilometri-vetture per abitante e si conferma al primo posto in Italia".

Integrare, con il sostegno di tutti

"Per questo", aggiunge l'assessore, "stiamo lavorando per integrare e sviluppare sempre di più la ciclabilità, il bike sharing, i percorsi protetti, la sicurezza di tutti gli utenti della strada a partire dai più deboli, pedoni e ciclisti. Decongestionare la città dal traffico, utilizzare mezzi sostenibili aumenta il benessere dei cittadini. Ma è importante che queste politiche siano sostenute anche a livello extra comunale, soprattutto considerando che come capoluogo lombardo siamo chiamati a ragionare in termini di area metropolitana".  

Da Duomo a Sempione, tutto in bici

Un importante passo avanti, in questo ambizioso progetto, è stato compiuto lo scorso agosto con il completamento della Duomo-Sempione, la rete più estesa della città che attraversa il cuore del centro storico: 5 chilometri di pista, di cui tre di nuova costruzione e 2 già esistenti. "Le tratte da poco terminate", ci spiegano all'assessorato, "sono tutte in sede protetta e si snodano tra le vie Pagano, Milton, Paleocapa e Gadio". Non si tratta di un semplice itinerario, ma della più estesa rete interamente connessa di ciclabili che, a loro volta, si collegano a percorsi già esistenti e vanno a integrare quelli aperti in precedenza intorno al Castello Sforzesco (piazza Castello, largo Cairoli, via Lanza e via Tivoli), completando l’esteso itinerario del centro storico.

Costi in linea con la media europea

La nuova rete si collega in largo V Alpini con la pista di via Vincenzo Monti, in piazza Sempione con la ciclabile che conduce a piazza Lega Lombarda, in  piazza Castello con il tratto proveniente da via Legnano, in corso Garibaldi con l’esistente Ztl e di qui verso via San Marco, attraverso la pista Tessa Ancona. Infine in piazza Cadorna con la Cerchia dei Navigli e la pista di via Olona. "Il primo obiettivo è stato centrato", sottolinea l'assessore Granelli, "i lavori per la nuova ciclabile sono stati impegnativi, perché la zona interessata è piuttosto complessa e delicata, sia come contesto urbano che paesaggistico. La soddisfazione è quella di aver completato l'opera nel giro di un semestre, a costi europei: 1.190 euro al metro, il linea con quello rilevato nella capitale danese".

I prossimi lavori in pista e fuori

Nel frattempo, l'amministrazione meneghina prosegue il suo percorso all'insegna della sostenibilità. I prossimi lavori riguardano il completamento e la riqualificazione di tratte ciclabili e pedonali (per esempio, in via Brera, piazza  Leonardo da Vinci, via Gioia e via Monte Rosa) e l'installazione di nuove rastrelliere in zone strategiche della città (negli ultimi 5 anni sono stati realizzati 9.000 posti bicicletta). "Ma le piste ciclabili non sono l’unica risposta", conclude l'assessore, "stiamo lavorando anche allo sviluppo delle zone 30, pezzi di città dove la velocità è a prova di vivibilità, per i pedoni e le biciclette, così come all'estensione delle aree pedonali".

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