Ultimo aggiornamento  22 febbraio 2019 07:47

Gp Brasile, a tutto Max.

Gian Carlo Minardi ·

Sotto l'acqua battente di San Paolo abbiamo assistito ad un gran premio difficilissimo, corso in condizioni proibitive e durato la bellezza di tre ore. La gara ci ha regalato un Verstappen incredibile  che ha fatto divertire il mondo intero con staccate, rimonte e controsterzi nonostante una strategia azzardata da parte del suo muretto che gli poteva costare caro. Ci ha fatto rivivere un GP di altri tempi. Il ragazzo, se gestito bene, ha davanti a sé un futuro importante a cui è impossibile dare un limite.

Ricciardo graziato 

Verstappen ha sfruttato al 100% tutto il potenziale della sua Red Bull che si è adattata benissimo alle particolari condizioni del Brasile, mettendo in risalto grip e carico aerodinamico della vettura. Un Verstappen che ha surclassato Ricciardo, a parità di vetture e strategia. Devo dire che, ancora una volta, non mi trovo d’accordo coi commissari a riguardo della penalità inflitta all’australiano (entrato in corsia box nonostante fosse chiusa in quell’istante). Cinque secondi sono troppo pochi.  Il pit-stop gli avrebbe potuto regalare un vantaggio notevole se le condizioni fossero cambiate, pagando una penalità minima.

I soliti Mercedes

Tutto secondo copione in casa Mercedes. Lewis Hamilton vince e Nico Rosberg arriva secondo. Un Hamilton che è andato costantemente all’attacco in tutto il fine settimana. Lui doveva solo vincere. Più difficile la corsa di Rosberg – sotto il profilo psicologico –  che aveva tutto da perdere.

Rossa in chiaroscuro

La Ferrari saluta il Brasile col quinto posto di Sebastian Vettel. Il tedesco stato bravo a salvaguardare la macchina senza riportare danni nelle condizioni più estreme dell'anno, al contrario di Kimi Raikkonen. Seb ha salvato un fine settimana non esemplare per se stesso, dopo esser stato battuto in qualifica dal compagno. Dopo l’errore si è reso protagonista di una bella rimonta.

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