Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 11:03

Oryx Vision, vista super per auto robot.

Patrizia Licata ·

Nano-antenne al posto dei sistemi lidar: sembrano termini da nerd, ma in realtà si tratta di tecnologie su cui si basa l'affidabilità delle automobili del futuro prossimo, quelle senza conducente. Il sistema di visione "ottico" concorrente del lidar è stato messo a punto dalla società israeliana Oryx Vision. Il ceo Rani Wellingstein assicura: "La percezione dei veicoli autonomi è estremamente potenziata".

Antenne elettromagnetiche

Negli attuali veicoli autonomi, i sistemi lidar (che sono come dei radar, ma usano l'impulso laser per rilevare gli oggetti) individuano la luce tramite sensori fotoelettrici: "Fondamentalmente, misurano l'energia della luce", afferma Wellingstein. Oryx Vision ha sviluppato invece delle minuscole antenne che usano le onde elettromagnetiche per percepire e questo gli permette di catturare più informazioni dall'ambiente circostante, dando alle auto driverless capacità di "vedere" a distanze maggiori e con maggiore accuratezza e quindi di capire in modo più preciso chi o che cosa hanno intorno e che cosa fanno cose e persone.

Più precisione, meno costi

Per esempio, l'antenna di Oryx può vedere attraverso la nebbia e non resta abbagliata dalla luce del sole diretta - cose che il lidar non riesce a fare. In più, sostiene la società, si tratta di un sistema ottico semplice e più economico del lidar: il costo del modulo per catturare e registrare le immagini usato dalle nano-antenne è "equivalente a quello di una fotocamera per cellulare".

Obiettivo: veicoli 100% autonomi

L'azienda israeliana ha oggi uno staff di venti dipendenti ma grazie ai finanziamenti ottenuti si appresta ad assumere nuovi ingegneri in Israele, nella Silicon Valley, in Germania e forse altrove, in base alla domanda che riceverà dai costruttori d'auto e da tutti gli innovatori del settore autonomous driving. "Il nostro obiettivo sono le aziende che vogliono realizzare veicoli completamente autonomi", puntualizza Wellingstein, "non semplicemente sistemi avanzati di assistenza alla guida come quelli che esistono oggi".

"Visione e decisione"

In un'intervista sul sito TechCrunch, Wellingstein ha detto che colossi come Apple e Google si sono ritirati dallo sviluppo delle auto driverless perché la tecnologia non è veramente pronta: "La guida autonoma si fonda su due pilastri, visione e decisione, e oggi questi due elementi non sono collegati in modo efficace: occorre una tecnologia per chiudere il gap". Ovviamente per il numero uno di Oryx Vision questa tecnologia è il suo sensore concorrente del lidar, ma il concetto è chiaro: visione e decisione devono diventare perfettamente sincronizzati nei veicoli in cui non è l'essere umano a occuparsi di osservare l'ambiente circostante e adeguare il suo comportamento in tempo reale.

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