Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 18:59

Hyundai chiede aiuto elettrico a Londra.

Colin Frisell ·

Le Case produttrici di auto si stanno impegnando sempre di più a perseguire una produzione a minore impatto ambientale, sia perché più attente alle richieste del mercato, sia perché le norme sono sempre più stringenti. Serve, però, che anche i governi facciano di più per favorire la diffusione dei veicoli meno inquinanti, ha chiesto Tony Whitehorn, capo della filiale britannica di Hyundai.

Più infrastrutture e soldi  

Secondo Whitehorn, è necessario che il governo britannico sostenga maggiormente gli sforzi delle Case, aiutando il pubblico ad accettare il cambiamento, aumentando cosi il numero di auto a bassa emissione in circolazione nel Regno Unito. E servono da un lato più infrastrutture, per rendere le auto ecologiche di più facile fruizione, ma anche una politica di incentivi economici che ne favorisca la diffusione. Affiancando magari le iniziative già intraprese a livello locale, come la Congestion Charge che penalizza economicamente i veicoli inquinanti che vogliano entrare nel centro di Londra. 

Aiuto dal governo 

"Alla fine  - ha detto Whitehorn conversando coi giornalisti ad un evento Hyundai a Londra - tutto ruota intorno ai soldi. Come consumatori siamo sensibili ai vantaggi e agli svantaggi. Sono in tanti a preoccuparsi per l'ambiente ed è comprensibile, ma è quando guidare un'auto inquinante diventa dannoso per le nostre tasche che ci rivolgiamo ai veicoli più puliti. E' qui che una politica di incentivi diventa fondamentale. Il governo può aiutare a cambiare i comportamenti dei cittadini e può anche sostenere le Case costruttrici nei loro sforzi di ammodernamento". 

Serve più mercato

La maggiore diffusione di questi nuovi veicoli è importante anche per le Case: "Progettare e costruire veicoli plug-in o ibridi è caro e i costi di produzione finiscono per ricadere sul consumatore. Ma per i veicoli elettrici il discorso è diverso e, soprattutto di fronte ad una rete di distribuzione di elettricità competitiva, i risparmi diventano consistenti. Oggi un'auto elettrica costa soprattutto perché non ne vendiamo ancora abbastanza". 

Un domani a zero emissioni 

Hyundai, ha ricordato ancora Whitehorn nella sua chiacchierata, ha investito molto sia nell'idrogeno che nell'elettrico. il progetto del gruppo, di cui fa parte Kia, prevede di arrivare nel 2020 con una rosa di 28 nuovi veicoli ad emissioni zero: di questi 10 saranno ibridi tradizionali, 8 ibridi plug-in, 8 elettrici e 2 modellai idrogeno.

Se Londra piange... 

Basta dare un'occhiata ai dati delle vendite auto dei primi mesi dell'anno per capire che anche in Italia il discorso di un sostegno a favore della diffusione delle elettriche è tutt'altro che secondario. Tra gennaio e ottobre 2016 ne sono state immatricolate nel nostro Paese 1.098. Pari allo 0,1%, praticamente nulla. Situazione ancora più preoccupante se si pensa che, rispetto allo stesso periodo del 2015, c'è stato un calo del 13,9%. Davanti a questi numeri, si capisce l'urgenza di intervenire nell'immediato, per restare al passo con gli altri e non ritrovarsi al solito a rincorrere. 

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