Ultimo aggiornamento  20 maggio 2019 06:20

Ecomondo: Italia bocciata in mobilità.

Enrico Artifoni ·

La Green Economy italiana esprime eccellenze a livello europeo, ma non riesce a dare questa percezione all'estero. Ed è in grave ritardo sul versante della produzione di gas serra, anche e soprattutto a causa dell'inefficienza del settore della mobilità. Questa in sintesi è la situazione che emerge dalla relazione presentata agli Stati Generali del settore nella giornata di apertura a Rimini della ventesima edizione di Ecomondo, l'expo delle tecnologie amiche dell'ambiente in scena quest'anno dall'8 all'11 novembre.

Problemi di immagine

Dall'analisi di otto tematiche strategiche - fra cui l'efficienza energetica, l'eco-innovazione e la mobilità sostenibile - con l'utilizzo di 16 indicatori chiave, emerge che la performance dell'Italia in fatto di green economy è superiore a quella degli altri quattro principali Paesi d'Europa (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna). E allargando il campo a una valutazione comparata fra 80 Paesi nel mondo, il nostro si piazza al 15esimo posto. Ma scende al 29esimo per quanto riguarda l'immagine che da di sé. Come dire: abbiamo un ottimo potenziale, ma non sappiamo valorizzarlo.

Respiriamo male

La nota più amara riguarda però i risultati della lotta alle emissioni serra. Buoni negli anni '90 e nel decennio successivo, dopodiché il nostro Paese si è perso per strada. E se in questo settore l'Italia è ora il fanalino di coda in Europa molto deve - come è emerso dal convegno di H2R sulla mobilità sostenibile – all'inefficienza del sistema. Il quadro è quello di un parco circolante vecchio (su 37 milioni di vetture, circa la metà sono Euro 1, 2 e 3) nel quale le vetture “eco” faticano a trovare spazio (ibride ed elettriche rappresentano solo lo 0,6%) . Il 26% della CO2 emessa in Italia è attribuibile al settore dei trasporti e il 90% di questa quota al traffico stradale.

Le strade da prendere

Che fare quindi per rendere più sostenibile il sistema della mobilità? Le soluzioni prospettate durante il convegno di H2R sono tante e complementari fra loro: da una politica che favorisca la diffusione delle vetture con alimentazioni alternative, prime fra tutte elettriche e ibride, alla connettività estesa che può permettere di ridurre sprechi come l'impiego di buona parte del tempo in auto (in media il 30%) nella ricerca di un parcheggio, da una maggiore integrazione dei vari sistemi di trasporto alla diffusione del car sharing e del car pooling. Con un occhio anche alle nuove opportunità offerte per esempio dall'utilizzo del gas naturale liquefatto per i camion e del bio-metano.

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