Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2018 10:46

Auto connesse, i dati sono un business.

Patrizia Licata ·

I veicoli connessi sono una fonte enorme di dati ma come possono le parti interessate - dagli assicuratori alle smart cities - accedervi e usarli per migliorare le loro attività e i servizi che offrono agli utenti? E' su questa esigenza che la start up israeliana Otonomo sta costruendo il suo business.

Capire i dati

Un quinto delle automobili in circolazione nel mondo avrà connettività mobile nel 2020, ma poche aziende sanno sfruttare i dati generati, dice la società di ricerche Gartner. I sistemi sviluppati da Otonomo aiutano a estrarre "intelligenza" dalle informzioni: raccolgono i dati sul conducente e il veicolo in possesso di produttori d'auto e componentistica e li "normalizzano" affinché aziende di ogni genere possano usarli per conoscere caratteristiche e abitudini dei conducenti e offrir loro prodotti e servizi "mirati". Insomma, saremo sempre più spiati? Otonomo (che, come in tutti i casi di raccolta massiccia di dati, rende le informazioni "anonime" e le studia "collettivamente") chiarisce che i dati saranno messi a disposizione in base alle leggi sulla privacy di ciascun paese.

Finanziamenti per crescere

Il mercato crede in questa nuova frontiera: Otonomo ha appena ricevuto 12 milioni di dollari di venture capital da Bessemer Venture Partners, StageOne Ventures, Maniv Mobility e LocalGlobe:questi soldi serviranno a continuare lo sviluppo tecnologico, assumere personale e aprire nuovi uffici, e ampliare le relazioni con i produttori d'auto e di componentistica.

Ex di GM tra i consulenti

Anche i top manager dell'automotive credono che sia questo il futuro per un'industria sempre più strettamente collegata con l'alta tecnologia e le telecomunicazioni: nel board di consulenti di Otonomo sono appena entrati Steve Girksy, ex vice presidente della General Motors, e Mary Chan, ex direttore generale di OnStar (sempre del gruppo Gm), mentre nel consiglio di amministrazione ha fatto il suo ingresso Andy Geisse, ex direttore della Business Solutions della telco americana At&t.

A che cosa serve Otonomo

Il Ceo e co-fondatore di Otonomo, Ben Volkow, ha spiegato quali utilizzi possono avere i dati dei veicoli una volta che sono stati resi accessibili e fruibili: un'amministrazione comunale potrebbe studiare l'andamento del traffico ai principali incroci cittadini per migliorare la segnaletica o regolare i semafori in funzione della sicurezza; aziende come Starbucks o McDonald’s o grandi catene di supermercati potrebbero mandare buoni sconto agli automobilisti che si trovano in prossimità dei loro negozi; gli assicuratori potrebbero ricevere automaticamente i dati del veicolo in caso di incidente. Otonomo si pone come "terza parte neutrale", rispetto a produttori d'auto e di componenti, cui rivolgersi per attingere a dati sempre più preziosi.

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