Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2019 16:08

Honda, intelligenza artificiale in casa.

Redazione ·

Sarà Tokyo la base del nuovo centro ricerche e sviluppo che Honda vuole costruire a partire dal prossimo anno e che si occuperà di sviluppare e applicare l'intelligenza artificiale

Tutti per uno, tutti a Tokyo

La conferma della scelta - in controtendenza con quella di molte altre Case, come ad esempio Toyota che si è rivolta ai cervelli della Silicon Valley - l'ha data direttamente Yoshiyuki Matsumoto, a capo del settore ricerca di Honda. Il nuovo centro riunirà in una sola location i vari team che si occupano per la Casa giapponese di intelligenza artificiale e che oggi si trovano sparsi tra il Giappone, la Silicon Valley e la Germania.

I motivi della scelta

La decisione di Honda è stata spiegata con l'intenzione di far lavorare più a stretto contatto i ricercatori che si dedicano alla A.I. e gli ingegneri, contando che questa sinergia porterà al più presto alla realizzazione di prodotti vicini ai desideri dei consumatori. Se, nelle parole di Matsumoto, "i progressi nel campo dell'intelligenza artificiale stanno esplodendo come i germogli di bambù dopo la pioggia", manca ancora la definitiva applicazione pratica di quanto imparato. Secondo Matsumoto i cervelli dell'intelligenza artificiale dovranno fondere robotica, capacità di usare i sensi, tecnologie di connessione e navigazione, per creare la vera guida autonoma. A quel punto, per l'auto-robot sarà fatta.

Fiducia nel Sol Levante

Pur non escludendo la possibilità di affidarsi, in particolare nei primi tempi del progetto, a "cervelli" provenienti anche dalla Silicon Valley, Honda conta soprattutto sulle forze interne del suo Paese. Per questo la Casa sta realizzando un tour delle università giapponesi e sta studiando attentamente le più recenti start up - come Zmp Inc che sta sviluppando i taxi robot e Preferred Network che si è specializzata nel deep learning - per creare una via tutta nipponica all'intelligenza artificiale. Contando anche sulla tradizionale capacità di innovazione tecnologica che il Paese ha già dimostrato di avere. 

Tra passato e futuro

Honda ha iniziato a lavorare nel settore della robotica già del 1986. Asimo, l'ultimo robot umanoide uscito dalle sue fabbriche, è in grado di interpretare le posture, i gesti e le espressioni facciali di chi si trova davanti ed è capace di controllare le proprie dita. Non abbastanza per Matsumoto che vede la sinergia tra ricercatori dell'intelligenza artificiale e ingegneri come l'unica via possibile per arrivare a dei risultati definitivi. Per questo Honda, nella speranza anche di attrarre nuovi "cervelli", ha deciso di cambiare la politica degli orari di lavoro e dei salari, accettando una maggiore flessibilità in cambio di forze fresche e motivate. 

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