Ultimo aggiornamento  23 settembre 2019 22:27

Un piano per Roma a Vision zero.

Marina Fanara ·

Dopo Svezia, Regno Unito e Svizzera, anche Roma ha deciso di adottare il programma Vision zero per ridurre il numero di morti e feriti gravi sulle strade. Per questo, la giunta capitolina ha approvato una delibera per aderire al programma pilota della regione Lazio che prevede la partecipazione a un bando e il finanziamento di interventi per la sicurezza.

Piano straordinario per la Capitale 

Giovani e salvaguardia della circolazione, messa in sicurezza di percorsi casa-scuola, pedibus, ciclabili protette, salvaguardia degli utenti deboli, tra cui gli anziani, con interventi per rendere più agevole l'utilizzo dei mezzi pubblici: sono alcuni dei progetti proposti dal Campidoglio che potrebbero essere cofinanziati dalla Regione. Ma la Capitale punta a realizzare anche un Programma straordinario per la sicurezza stradale per il quale "a breve partiranno i lavori della consulta cittadina", ha affermato Linda Meleo, assessore alla Città in movimento.

Seguire l'esempio svedese

"Il Programma straordinario su cui inizieremo presto a lavorare", ha affermato l'assessore, "adotterà l'approccio Vision zero con l'obiettivo di contrastare innanzitutto l'incidentalità grave attraverso un ripensamento globale delle politiche di sicurezza stradale". Varato in Svezia nel 1997, Vision zero oggi è un progetto internazionale cui partecipano oltre a Gran Bretagna e Svizzera, anche Austria, Germania, Norvegia e, oltreoceano, Stati Uniti ed è uno dei principi alla base della certificazione ISO 39001 "Road traffic safety management systems" per la riduzione delle vittime da incidente.

Pedoni, anziani e ciclisti, la strada è quella giusta

Il punto di partenza è la pianificazione delle strade che devono essere tali da ridurre al minimo i rischi per gli utenti, a cominciare da quelli più deboli, come pedoni e ciclisti, in particolare bambini e anziani. Per esempio, nelle tratte dove si potrebbero creare incidenti con investimento di pedoni, soprattutto nelle città più trafficate, tra gli interventi proposti ci sono l'istituzione di zone 30, le strisce pedonali illuminate e dotate di dissuasori e la realizzazione di sottopassaggi, ponti e percorsi protetti per separare chi va a piedi o in bici dalle auto, come il walking bus, per accompagnare i bimbi a scuola.

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