Ultimo aggiornamento  18 marzo 2019 16:53

La Viper è morta, viva la Viper.

Roberto Sposini ·

"The Dodge Viper is officially dead". La stampa anglosassone, complice una lingua che sa fare della sintesi un ottimo esercizio, ha titolato così la notizia sui maggiori magazine. La Dodge Viper è ufficialmente morta. Già, signori. Una delle auto “street legal” più emozionanti del mondo è arrivata al capolinea. E chi l’ha guidata almeno una volta nella vita (come chi scrive), è ancora più triste.

Versioni da brivido

Perché se c’è stata (c’è ancora a dire il vero, almeno finché nei concessionari se ne troverà una nuova), una supercar degna di questo nome è proprio la Viper. Di lei, non è possibile dimenticare lo scarso isolamento termico, le minigonne laterali follemente surriscaldate dagli scarichi che passavano proprio lì sotto, il sound del motore, gli improvvisi attacchi di sovrasterzo difficilissimi da controllare. Un’auto folle, per molti aspetti. Ma per questo era una delle ultime interpreti di un filone di supercar in estinzione. Non erano solo i 420 cavalli della versione più diffusa, piuttosto quel V10 da 8 litri che ci ha affascinato e che rimarrà indimenticabile. Insomma, dopo 25 anni, per la Dodge Viper è giunto il momento degli addii.

Edizioni speciali

Vada come vada, è stato un quarto di secolo di gloria e passioni. Una storia che ha il suo lieto fine; Dodge infatti costruirà quattro edizioni speciali, tutte in numero limitato, che specie negli Usa stanno già andando a ruba fra i collezionisti. Prendete nota (e se potete correte anche a comprarne una): Viper Snakeskin Edizione GTC, vernice verde, striscia SRT, pacchetto aerodinamico e solo 25 pezzi costruiti; Voodoo II ACR, nero su rosso, con freni carboceramici (31 esemplari); Viper GTS-R edizione commemorativa ACR, bianca ed estrema (100 esemplari); Viper ACR 1:28, nera con striscia rossa, edizione commemorativa dedicata a Laguna Seca (28 esemplari). La Viper fece il suo debutto sul mercato nel 1992 e da allora almeno 30.000 “folli” ne hanno messa una in garage. Folli che hanno sfiorato l’orgasmo la prima volta che l’hanno messa in moto. E che sono quasi morti quando, con un filo di sudore gelido lungo la fronte, l’hanno persa alla prima curva, sul bagnato, dando gas senza conoscerne le letali conseguenze.

Più di cento sul mercato 

Negli Usa, Gerry Wood Dodge, concessionario del North Carolina, ha dichiarato recentemente di aver fatto piazza pulita delle circa 140 Viper ancora disponibili sul mercato americano, come dire il 99% delle vetture ancora invendute negli States; Gerry ha promesso che le rivenderà tutte, senza sovrapprezzo, senza specularci. E in Italia? Dodge è ormai nella galassia Fiat Chrysler. I concessionari hanno smesso di acquisire ordini, ma chissà, potrebbero ripensarci.

Usata? Perché no... 

Nel frattempo, il mercato dell’usato offre molto. Cosa cercare? Il modello prodotto dal 1996 al 2002, ossia la Viper seconda generazione: aveva le maniglie alle porte, il tetto e persino i finestrini: rispetto alla prima serie era una rivoluzione borghese. Oppure, una bella Viper ACR del 2016, fra le edizioni recenti di certo la più selvaggia e potente: 650 cavalli, ammortizzatori di alluminio Bilstein da corsa, assetto ribassato, pneumatici da pista, freni Brembo carbo-ceramici. Le quotazioni vanno dai 35 mila euro circa di una Viper del 1996, ai 42 di una RT/10 V10 Roadster praticamente perfetta, fino agli 100 mila euro per una Viper GTS-R GT2 Edition del ’98, davvero rarissima. Il motore è indistruttibile. La meccanica così semplice che romperla è difficile. Occhio magari alle versioni incidentate (di botti se ne sono visti tanti…). Insomma, forse la Dodge Viper sarà anche “morta”, ma per chi ama la passione e le emozioni forti, rimarrà un’auto immortale.

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