Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 01:51

Fca, gli utili corrono più delle vendite.

Enrico Artifoni ·

Balzo della redditività per Fiat Chrysler nel terzo trimestre del 2016. A parità di volumi e ricavi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il margine operativo è salito al 5,6% (+130 punti base) e l’utile netto (740 milioni di euro fra luglio e settembre, quasi 2 miliardi da inizio anno) è più che triplicato, tanto che l’azienda italo-americana ha rivisto al rialzo (di 0,3 miliardi) i target di guadagno per l’intero 2016. Ai risultati da primato - tanto più significativi in quanto non tengono più conto di quelli di Ferrari - hanno contribuito soprattutto la buona performance sul mercato nordamericano, i miglioramenti in Europa e il sostanziale apporto di Maserati e Magneti Marelli.

Resta alto l'indebitamento  

A livello globale, nel terzo trimestre Fca ha consegnato 1.123.000 unità, che con variazioni minime rispetto al 2015 fanno salire il totale da inizio anno a poco meno di 3,5 milioni. Stabili anche i ricavi netti, 26,8 miliardi di euro nel trimestre e 81,3 da gennaio a settembre. In linea con il terzo trimestre del 2015 pure gli investimenti, pari a 2 miliardi di euro. Sono calati gli oneri finanziari (da oltre 600 a 528 milioni di euro) ma è tornato a crescere l’indebitamento netto (in tre mesi da 5,4 a 6,5 miliardi di euro), secondo l’azienda “principalmente per effetto della normale stagionalità del capitale circolante”.

Dagli Usa gran parte dei guadagni

Gran parte dell’utile operativo di Fca  (1,28 miliardi nel trimestre sul totale di 1,5) è stato generato ancora una volte dalle attività in NordAmerica e Messico, dove il calo delle consegne (dell’8% a 627mila unità) e dei ricavi (del 5% a 16,8 miliardi di euro) è stato bilanciato da un favorevole mix di prodotto e da minori costi. E negli Stati Uniti la quota di mercato è salita di 30 punti base, arrivando al 12,5%.

Più forti della crisi in Brasile

Positivo il risultato anche nelle altre regioni, eccezion fatta per l’America Latina dove FCA ha dovuto registrare una forte flessione delle consegne (-21%) a causa del perdurare della crisi in Brasile, ma ha confermato la sua leadership di mercato con il 18,6% di quota, ha tenuto botta con i ricavi (-2%) e ha sfiorato il pareggio (-16 milioni di euro il risultato operativo).

Debutto vincente per Fiat Tipo

Buone notizie dall’Europa. Le consegne nel trimestre sono aumentate da 250 a 290mila unità (+18%), i ricavi sono saliti da 4,6 a 5,1 miliardi (+10%)  e l’utile operativo è balzato da 20 a 104 milioni di euro, con una marginalità finalmente apprezzabile (2,1% contro lo 0,4% dello stesso periodo del 2015). L’aumento dei volumi, il miglioramento del mix di prodotto e la crescita della quota di mercato (dal 5,7 al 6,1% per le automobili) sono in gran parte da attribuire alla nuova famiglia della Fiat Tipo.

Magneti Marelli cresce

Il lancio del suv Levante è all’origine a sua volta del boom di consegne di Maserati, che Fca contabilizza come un’entità a se stante. Nel terzo trimestre di quest’anno la Casa del Tridente ha immatricolato 10.656 unità (+54% rispetto alle 6.916 consegne del 2015), ha aumentato i ricavi da 516 a 873 milioni di euro (+69%) e ha fatto registrare un utile operativo di 103 milioni, con un margine dell’11,8%. Notevole anche la performance delle aziende di componentistica, in particolare Magneti Marelli, con margini in progresso dal 4,2 al 4,7%

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