Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 20:24

Sfida premium, Mercedes allunga in testa.

Enrico Artifoni ·

I dati di vendita dei primi nove mesi di quest’anno parlano chiaro. Nella sfida a tre fra i maggiori costruttori di vetture premium, Mercedes è sulla rampa di lancio per scalzare Bmw e tornare dopo 11 anni sul gradino più alto del podio. In largo anticipo, fra l’altro, rispetto all’obiettivo che era stato fissato per il 2020.

Crescita a doppia cifra

La Casa di Stoccarda nel settembre scorso ha superato per la prima volta a livello globale il traguardo di 200 mila immatricolazioni in un solo mese: per l’esattezza, sono 211.286 le vetture consegnate, con un incremento del 12,1% rispetto allo stesso mese del 2015. Da primato anche i numeri registrati nel terzo trimestre (531.302 unità, +11,2%) e dall’inizio dell’anno (1,53 milioni, +11,7%).

Offensiva di prodotto

Il balzo di Mercedes è il risultato di un’offensiva di prodotto che si sta rivelando fruttuosa in tutti i principali mercati, dall’Europa (dove le vendite sono aumentate in settembre del 15%, sfiorando le 100mila unità) alla regione dell’Asia-Pacifico (+15,9% con 72.670 immatricolazioni grazie in particolare a una forte crescita in Cina) e in misura minore in Nord e Centro America, dove state consegnate 34.488 unità (+2,9%).

L'arma vincente? I Suv

Dopo quello delle compatte, è il rinnovamento dell’intera gamma dei Suv, sette modelli per tutte le taglie, l’arma che sta regalando il successo a Mercedes: le vetture a ruote e guida alta hanno totalizzato 68.197 immatricolazioni in settembre (+26,8%) e oltre 520mila (+42,2%) dall’inizio dell’anno e valgono ormai un terzo delle vendite della marca. Ma anche un modello da sempre al centro dell’offerta di Mercedes, la Classe E nelle diverse varianti di carrozzeria, continua a mietere successi (quasi 28mila unità in settembre, +20,1%). E con numeri più contenuti ma significativi (e una redditività elevata) le dream car: oltre 15mila unità fra coupé, roadster e cabrio in un solo mese (+32,8%).

Bmw, le elettriche fanno tendenza

Non altrettanto brillanti, specialmente sul mercato americano, ma poco di meno  i risultati di Bmw, che come marca ha sfiorato le 200mila immatricolazioni in settembre (per l’esattezza 197.419, +9,4%) e il milione e mezzo (+6%) nei primi nove mesi dell’anno. Di nuovo grazie ai Suv (oltre il 30% del venduto) ma anche alla rinnovata Serie 7 e alle vetture a trazione parzialmente o totalmente elettrica (7mila unità in settembre e oltre 40mila dall’inizio dell’anno) per le quali secondo la Casa bavarese la domanda è più forte che mai e si è innescata una chiara tendenza alla crescita.

Profittabilità più che volumi

A Monaco si dà ormai per persa, quest’anno, la gara fra i costruttori di vetture premium per il gradino più alto del podio. E in attesa del lancio commerciale della nuova generazione di un modello chiave come la Serie 5 si sottolinea  (parola del capo delle vendite e membro del board di Bmw Group, Ian Robertson) che “la profittabilità rimane l’obiettivo primario”, specialmente in un momento in cui gli sforzi sono concentrati sugli investimenti per le auto del futuro, a basse emissioni e a guida autonoma.

La rincorsa di Audi

E Audi? Con 173.850 immatricolazioni, in settembre la Casa dei quattro anelli non è andata aldilà di un leggero incremento delle vendite dell’1,7%, che riduce al 4,5%  con poco più di 1milione 400mila unità la crescita dei volumi dall’inizio dell’anno. Oltre al Dieselgate, la casa dei quattro anelli sconta l’approssimarsi del cambio di generazione per modelli importanti come la Q5 e un calo delle vendite nella regione dell’Asia-Pacifico, dovuto anche al passaggio dalla vecchia alla nuova A4. Si attende invece un forte impulso ai volumi l’anno prossimo dall’introduzione su tutti i principali mercati della Q2.

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