Ultimo aggiornamento  18 febbraio 2020 20:18

Lo Stato si riprende le strade del Lazio.

Marina Fanara ·

Cassia e Cassia Veientana, Flaminia, Tiburtina, Casilina, Pontina: sono solo alcune, tra le più trafficate, delle 13 ex strade statali del Lazio, nel 2001 trasferite alla Regione e adesso in procinto di tornare sotto la "protezione" dello Stato. Un totale di 481,5 chilometri di infrastrutture viarie che, in base alla nuova convenzione con l'Amministrazione regionale, passano in gestione all'Anas. Spetterà alla società pubblica che gestisce la rete nazionale provvedere, d'ora in poi, alla loro manutenzione ordinaria e straordinaria e alla fornitura dei servizi di sorveglianza e primo intervento.

Delrio: manteniamo la rete attuale

"Abbiamo il dovere di garantire ai cittadini un adeguato livello di qualità delle strade e, quindi, dobbiamo investire non solo e non tanto nella realizzazione di nuove infrastrutture, ma soprattutto nella manutenzione della rete attuale", ha detto Graziano Delrio, ministro Infrastrutture e trasporti, nell'illustrare i contenuti dell'accordo, il secondo in Italia, dopo quello già stipulato con le Marche. Un'operazione qualità, ha aggiunto il ministro, che "fa parte del quadro di riqualificazione delle strade regionali e provinciali su cui stiamo lavorando. Molte di queste strade, per le loro caratteristiche, devono rientrare nella rete nazionale di collegamento".

Armani: le consolari sono statali 

Una riorganizzazione necessaria "anche alla luce del riassetto delle province" ha sottolineato Gianni Vittorio Armani, presidente Anas. "La gestione delle strade", ha specificato, "passa dall'individuazione delle priorità ed esigenze della rete, per capire come e dove investire e non rischiare un conflitto di competenze soprattutto per le arterie viarie che attraversano più regioni". Armani cita l'esempio della via Flaminia: "Nel tratto laziale è finora una strada regionale, in Umbria è considerata una statale, nelle Marche una provinciale. Riportare certe strade nell'ambito statale permette di concentrare gli investimenti e dare un servizio migliore a chi usa per lavoro o per la vita di tutti i giorni le strade principali, di interconnessione fra un Comune e l'altro, come le consolari del Lazio". 

Se il Lazio cede allo Stato quasi 500 chilometri di strade, in base al medesimo accordo, ne riceve ulteriori 500: le ex provinciali che dalle province ormai in dismissione, passano sotto la gestione regionale, attraverso l'Astral, la partecipata locale delle strade. Per il miglioramento della sua rete viaria e ferroviaria, la Regione potrà disporre di circa un miliardo di euro di risorse pubbliche.

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