Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2019 07:45

Elettrico, servono colonnine e incentivi.

Patrizia Licata ·

L'Unione europea è pronta a dare il colpo d'acceleratore alla mobilità elettrica con una nuova Direttiva, ancora in forma di bozza ma che dovrebbe essere pubblicata a fine anno, che imporrà a tutte le abitazioni dell'Unione europea di nuova costruzione o ristrutturate di installare colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Varrà già dal 2019; in più, dal 2023, il 10% dello spazio nei garage degli edifici di nuova fabbricazione dovrà essere riservato a postazioni per la ricarica.

Più incentivi alle elettriche

L'intento della Direttiva Ue è chiaro: non ci può essere boom delle auto elettriche senza infrastruttura di ricarica. Anche la volontà politica e gli incentivi fiscali hanno un ruolo importante: in Norvegia, il paese europeo con più veicoli elettrici in Europa secondo l'associazione dei costruttori Acea, la rete di ricarica e gli sgravi fiscali hanno permesso di arrivare a un parco circolante a batteria di oltre 120.000 veicoli; nei primi tre mesi del 2016, il 25% di tutti i nuovi veicoli registrati è di tipo PEV (Plug-in Electric Vehicle; dati IHS).

Appuntamento al 18 novembre

L'Italia sta preparando la Road Map 2030 per la mobilità sostenibile e deve recepire, entro il 18 novembre di quest'anno, la direttiva comunitaria (94/2014) per la realizzazione della rete di rifornimento per i carburanti alternativi (energia elettrica, metano, gpl, idrogeno). L'aumento delle colonnine di ricarica sarà fondamentale per una maggiore diffusione delle auto a batteria, ma gli incentivi per alleggerire il prezzo di listino conteranno almeno altrettanto: la Norvegia ha sostegni pubblici che rendono l'acquisto e il possesso di un'auto elettrica molto conveniente. Si va dall'uso delle corsie preferenziali, ai parcheggi pubblici e pedaggi gratis, abolizione dell'Iva sull'acquisto e di altre tasse.

Si inquina di meno o di più?

La Direttiva Ue sulla mobilità elettrica ha ovviamente anche lo scopo di aiutare a ridurre le emissioni inquinanti, ma il risultato potrebbe non essere scontato. Uno studio dell'Agenzia europea dell'ambiente (Eea) riconosce che le auto elettriche alimentate da fonti rinnovabili daranno un contributo fondamentale all'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell'80-95% entro il 2050 nell'Unione europea. Tuttavia, siccome si prevede che per quell'anno l'80% dei veicoli sarà elettrico, occorrerà produrre molta più energia elettrica: il consumo da parte dei veicoli nella Ue28 salirà da circa lo 0,03% del totale nel 2014 al 9,5% nel 2050. Così, mentre si ridurranno le emissioni di CO2, ossido e biossido di azoto e polveri sottili, aumenteranno, di cinque volte di qui al 2050, le emissioni di biossido di zolfo (SO2) associate alla generazione di energia elettrica.

La soluzione nelle batterie "esauste"

Come risolvere questa contraddizione? Il primo passo è fare in modo che l'energia elettrica sia generata da fonti rinnovabili: le proiezioni dell'Eea si basano sul mix attualmente usato, che comprende il carbone. Alcune case automobilistiche lavorano però su una soluzione alternativa: la conservazione dell'energia a livello locale (presso piccole centrali ma anche singoli edifici) che sfrutta batterie "rigenerate". Le batterie esauste delle auto elettriche contengono infatti ancora dell'energia che si può reimmettere nella rete elettrica.

Renault, per esempio, si è accordata con la Connected Energy per progetti che danno una "seconda vita" alle batterie elettriche dismesse e permettono di usarle per lo stoccaggio locale dell'energia; seguendo lo stesso principio, Bmw ha annunciato un sistema di conservazione dell'energia per le case basato sul riciclo di batterie provenienti dalle Bmw i3 la cui potenza residua viene immessa nella rete domestica, e ha aperto un impianto di stoccaggio da 2MW ad Amburgo che sfrutta 2.600 batterie delle auto elettriche, usate ma non esaurite.

Tag

Auto Elettrica  · Norvegia  · UE  · 

Ti potrebbe interessare

· di Marina Fanara

Il piano dei due partiti per il settore trasporti prevede sulla carta incentivi per l'auto a batteria, car sharing elettrico, colonnine e logistica a impatto zero

· di Redazione

La società energetica privata tedesca annuncia un ambizioso piano di espansione dei suoi punti di ricarica per le auto a batteria in tutto il continente entro il 2020

· di Marina Fanara

Installate da Enel 30 colonnine elettriche, la maggior parte vicine agli svincoli dell'A1, tra Roma e Milano. Solo 20 minuti per il pieno

· di Marina Fanara

La Provincia vara un Piano per l'elettrico da 21 milioni: fino a 4.000 euro di bonus per chi acquista un veicolo a batteria e 2.500 colonnine entro il 2025

· di Redazione

Il parcheggio di Vulkan è la più grande stazione elettrica d'Europa. Rifornisce gratis oltre 100 auto e funziona anche all'inverso: passa l'energia dalle batterie alla rete

· di Colin Frisell

I proprietari di auto elettriche potranno chiedere l'installazione di un punto di ricarica sotto casa. Le richieste vagliate prima dai comuni

· di Marina Fanara

Non solo Gpl e metano, 679 città d'Italia chiedono al governo incentivi per la mobilità a impatto zero: dalle auto elettriche, alle bici a nuovi bus

· di Marina Fanara

Il Comune punta a una mobilità smart a impatto zero: quest'anno 12 bus elettrici, 9 nuove colonnine di ricarica e pensiline smart alle fermate. Ed è solo l'inizio

· di Marina Fanara

Dopo l'installazione delle prime 10 colonnine, i rifornimenti delle auto a batteria sono cresciuti del 200%. Risparmiate 11 tonnellate di CO2

· di Marina Fanara

La denuncia è della Corte dei Conti: dopo quattro anni, il piano per le infrastrutture di ricarica del ministero delle Infrastrutture e trasporti non è ancora stato avviato

· di Patrizia Licata

Vendite raddoppiate nel 2015, Europa secondo maggior mercato mondiale per veicoli elettrificati. Boom per e-bici e e-scooter. Quattro idee per fare ancora meglio

· di Redazione

Apre vicino Oslo un gigantesco centro di ricarica superveloce, capace di accogliere fino a 28 auto elettriche contemporaneamente

· di Patrizia Licata

La Commissione presenta un pacchetto di misure di qui al 2030 per combattere il cambiamento climatico. Le proposte per una mobilità sostenibile