Ultimo aggiornamento  19 marzo 2019 01:32

Prototipi addio, le auto nascono al computer.

Redazione ·

I collezionisti non saranno contenti, ma gli automobilisti sì. Seat ha perfezionato il ricorso alla realtà virtuale nella progettazione delle automobili, abbattendo il numero dei prototipi necessari a sviluppare e collaudare i veicoli nel lungo percorso dalla matita alla strada. A beneficio del costruttore in termini di tempo e soprattutto di costi, ma anche dell’affidabilità e della convenienza finale delle auto.

Si fa prima e si fa meglio

Il suv Ateca è l’ultima vettura definita negli stabilimenti spagnoli con questa metodologia industriale, che Seat sviluppa da oltre 20 anni. Oltre a ridurre del 30% i tempi di produzione dei prototipi, la visualizzazione dettagliata al computer ha consentito di individuare oltre 800 punti dove in corso d'opera è stato possibile apportare miglioramenti al modello.

Stessa tecnica per la futura Ibiza

“La realtà virtuale permette l’ottimizzazione dei processi produttivi e la visualizzazione molto realistica del prodotto su cui lavoriamo. Dai primi bozzetti della Ateca alla sua commercializzazione sono trascorsi tre anni”, ha dichiarato Javier Díaz, responsabile del Centro prototipi Seat, ricordando i tavoli di 10 metri su cui prima venivano elaborati prototipi e componenti per mesi di lavoro, mentre ora basta un computer. Nello stesso modo stanno prendendo forma le novità di Seat che vedremo il prossimo anno: dal restyling della Leon alla quinta generazione di Ibiza, senza dimenticare il nuovo crossover di segmento B, battezzato Arona per richiamare l’omonima cittadina sull’isola di Tenerife.

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