Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 01:01

Google, niente auto ma solo software.

Redazione ·

E' dal 2009 che Google si è lanciata nella progettazione dell'auto a guida autonoma: eppure il suo scopo non è costruire una quattro ruote, ma sviluppare un software capace di guidare qualsiasi auto, garantendo la sicurezza di chi è a bordo e di chi è in strada. Niente GoogleCar ma solo sviluppo di intelligenza artificiale per l'industria automobilistica. 

Parola di Google

Un cambio di strategia non indifferente dove all'improvviso sembra sparire la GoogleCar vista finora. Almeno è quanto ha raccontato Dmitri Dolgov a capo della sezione "Self-driving" dell'azienda americana, all'interno di una intervista sul tema dell'auto robot a Recode. Il guidatore digitale ideale dovrà essere - attraverso il software e la sua rete di sensori - universale e utilizzabile su qualsiasi tipo di auto: "Stiamo costruendo un pilota, non un'automobile - ha confermato Dolgov - e questo significa che non ha importanza su quale vettura ci si trovi. Abbiamo fatto esperimenti con la Prius, con le Lexus, abbiamo realizzato un nostro prototipo e adesso stiano lavorando ad una nuova piattaforma con Fiat - Chrysler. Per quello che riguarda il software è la stessa cosa. E' come cambiare auto e salire su una che non si è mai guidata. Alcune cose potranno essere differenti ma la sostanza è la medesima e il modo di guidare non cambia".

Dialoga con tutti 

"Guidare è un'attività sociale - dice Dolgov - quindi non solo l'auto a guida autonoma deve essere capace di riconoscere ed evitare esseri umani e altri ostacoli, ma deve anche essere in grado di interagirci, prevedendo e reagendo correttamente al loro comportamento". Per questo il software che Google sta sviluppando è capace di riconoscere i gesti delle mani, un metodo simbolico uniforme usato da ciclisti e pedoni, e di reagire nella maniera giusta. Se un ciclista, ad esempio, alza una mano ad indicare l'intenzione di svoltare, l'auto robot reagirà di conseguenza. 

Connessione da proteggere 

Le auto robot funzionano attraverso una combinazione di radar, laser e sensori che gli permettono di controllare per un raggio di almeno 100 metri intorno al veicolo. inoltre questi veicoli comunicano gli uni con gli altri, attraverso il cloud. In questo modo i robot riescono anche ad imparare sia dal mondo esterno che gli uni dagli altri e lo fanno in tempo reale: se un'auto vede qualcosa di "strano" lungo il tragitto è in grado di avvertire le altre. Dolgov è ben cosciente del rischio di hackeraggio da parte di malintenzionati e per questo conferma che Google tiene ben separate l'interfaccia che le auto usano per comunicare tra loro, da quella utilizzata per la guida vera e propria. "Non c'è possibilità - dice l'ingegnere di Mountain View - che qualcuno possa entrare nel software di gestione del mezzo". 

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