Ultimo aggiornamento  17 giugno 2019 06:39

Salone di Parigi, emozioni comprese.

Roberto Sposini ·

I diesel alla gogna. La stretta sulle emissioni. L’elettrico che avanza. La guida autonoma che incombe come uno spettro. E sullo sfondo, un paio di date che fanno riflettere: fra il 2020 e il 2025 si guiderà di meno, si guiderà “diverso”. Almeno in qualche città del mondo. Per gli ottimisti (o i pessimisti?), non si guiderà nemmeno più e come sulla ID di Volkswagen si spingerà un bottone, lo sterzo scomparirà e addio a curve pennellate e controsterzi.

Il "verde" che invade

Per chi ama le emozioni, quest’anno il Salone di Parigi è un duro colpo: per la prima volta, l’esercito pacifico e sostenibile di auto elettriche e ibride batte, per numero, le novità “tradizionali. Per la prima volta, non ci sono Bentley e Lamborghini, Aston Martin e Lotus. Non ci sono più padiglioni “green”, perché il “verde” ha invaso, o pervaso, tutto.

In controtendenza

Doveva accadere. Eppure, eppure, a cercare bene, c’è una controtendenza, una pacifica resistenza che alle emozioni non ha nessuna voglia di rinunciare. Un esempio su tutti, l’ambivalenza dello stand Mercedes:  da una parte la nascita del brand EQ (Electric Intelligence), promessa di nuovi modelli connessi, autonomi, condivisi ed elettrici; dall’altra la AMG GT Roadster, bella da togliere il fiato, con un telaio d’alluminio, il motore 4 litri V8 biturbo, fino a 557 e 316 km/h.

Un dubbio amletico

Che questi siano anni di profonda transizione (e indecisione) per la mobilità si capisce anche da qui. Fra gli stand di Parigi serpeggia il dubbio amletico: buttarsi nel futuro rinnegando il passato, perdendosi così chi (e sono molti) ha ancora voglia di provare brividi stringendo un volante fra le mani, o dare un colpo al cerchio e uno alla botte, un po’ di emozioni da una parte, un po’ di silenzioso e autonomo futuro dall’altra? Per ora i costruttori sembrano aver scelto quest’ultima soluzione. Così, ecco una mini guida dedicata a chi, in attesa della guida autonoma, vuole ancora godersi la vita fra le curve.

Audi, Ferrari e Honda

Sullo stand Audi, altro marchio in rapida redenzione elettrica, resiste la RS3 Sedan, berlina dal formato poco attraente ma dalla sostanza molto, molto intrigante: 400 cavalli,  assetto ribassato, trazione integrale e fino a 280 km/h. Per chi ha budget più sostanziosi, c’è la LaFerrari Aperta, una due posti secca per coppie dinamiche: 963 cavalli ottenuti grazie an  V12 aspirato e un motore elettrico. Il risultato? Elettrizzante: oltre 350 km/h, meno di 3 secondi per toccare i 100. Per ora è una concept, ma anche in Honda sembrano aver ritrovato la voglia di emozionare. La Civic Type R è la perfetta anti Focus RS: look da cattiva ragazza, cerchi da 20 pollici e meccanica top secret (anche se i ben informati parlano di un 2 litri turbo da oltre 300 cavalli e della trazione integrale).

Hyundai e Kia

Le emozioni a Parigi hanno travolto anche i coreani, seppur in modo diverso. Sullo stand Hyundai la RN30 Concept è un inno all’eccesso: prese d'aria, minigonne, deflettori e alettoni che nemmeno un aereo. In Kia ci vanno più cauti e con i modelli GT preferiscono “far parlare di emozioni attraverso il design”, come ci ha confermato Artur Martins, giovane vice president marketing con l’Alfa Romeo nel passato, anche se non è più un segreto che a breve il marchio coreano presenterà una granturismo da oltre 300 cavalli. Già.

Mini, Porsche, Alfa Romeo e Bmw

E poi Mini Clubman JCW, la nuova Porsche Panamera e-Hybrid, l’esercito “Veloce” allo stand Alfa Romeo, con Giulia, Giulietta e Mito riviste e corrette in versione sportiva. Fino alla Bmw i8 Dark Silver Edition, edizione speciale della roadster ibrida di Monaco, esempio virtuoso di downsizing prestazionale (sotto il cofano c’è un motore turbo 3 cilindri di soli 1.5 litri più un motore elettrico). Insomma, vuoi vedere che in Alfa hanno ragione: la meccanica delle emozioni non è finita. Non ancora almeno.

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