Ultimo aggiornamento  23 maggio 2019 03:42

Come eravamo: la prova della Fiat 126.

Alberto Bellucci ·

(La prova è integralmente ripresa dal numero 47 de l'Automobile del 19 novembre 1972). Nel settore delle piccole cilindrate la Fiat la sa lunga: in 36 anni, infatti, ha costruito circa sette milioni di vetture dalla cilindrata prossima al mezzo litro. Nessun altra casa al mondo è mai riuscita a produrre un numero cosi elevato di "mini-auto". La 126 nasce, quindi, da una lunga esperienza: un'auto che è la negazione stessa dell'“avventura".

Un'auto, destinata, inoltre — come ha detto Giovanni Agnelli — a restare in produzione almeno dieci anni, raddoppiando cosi le "500" finora costruite (circa 4 milioni) da quindici anni a questa parte.

Per programmare un successo di questa portata occorreva un buon prodotto: con le piccole vetture non ci si può permettere, infatti, di rischiare. La "base" c'era, la 500: bisognava solo — stabiliti i suoi limiti — cercare di fare meglio, soprattutto in considerazione del fatto che la nuova utilitaria sarebbe rimasta a lungo in produzione senza importanti modifiche.

Dalla 500 alla 126

I tecnici della Fiat hanno cosi "elaborato" la vecchia 500: cilindrata portata a 594 cc dagli originari 499,5 ecc.; una potenza maggiorata di 5 CV DIN e, soprattutto, una coppia incrementata di circa 1 kgm, altre notevoli  migliorie al motore (distribuzione, alimentazione, raffreddamento, ecc.): cambio completamente nuovo con seconda, terza e quarta sincronizzate e prima ad imbocco rapido; frizione migliorata e rinforzata: freni a doppio circuito con tamburi provvisti di una ascia che ne impedisce la rapida ovalizzazione dopo uso intenso; sospensioni equipaggiate con nuovi tamponi di fine corsa con funzionamento più morbido e progressivo; sospensione del motore rinforzata, insonorizzazione più accurata: serbatoio della benzina spostato dalla parte anteriore al centro della vettura (sotto il sedile posteriore): carreggiate anteriori e posteriori maggiorate, ecc. Il tutto su una carrozzeria completamente inedita, dalla linea squadrata e “pratica”. L’abitacolo è assai più spazioso di quello della 500. Comodi, anche se duri (ma questo è un difetto delle sole vetture di preserie) i sedili anteriori, che sono abbastanza avvolgenti. Sul sedile posteriore due persone stanno abbastanza comode, a patto che chi sta davanti non arretri completamente i sedili (che hanno una notevole escursione).

Abitacolo più spazioso della 500

All’interno la 126 offre ben 13 centimetri in più in lunghezza (dal volante allo schienale del sedile posteriore) della 500 e, in larghezza, 3 cm, in corrispondenza dei sedili anteriori e 8 cm. di quelli posteriori. Il portabagagli, dal canto suo, è passato da 30 a 100 litri circa: sufficienti per una valigia (non rigida) e una borsa da viaggio.

L'accessibilità al vano motore è soddisfacente, è comunque migliore di quella offerta dalla 500. Complessivamente buona la insonorizzazione: si viaggia abbastanza silenziosamente anche a 90-100 km/h. Un po' meno al disopra dei 100.

Ben 108 chilometri orari di velocità massima

Per quanto riguarda le prestazioni, il distacco con la vecchia 500 è notevole: in velocità massima effettiva abbiamo raggiunto i 108 km/h (media sul chilometro percorso nei due sensi). Molto lunghe le marce inferiori: con la terza abbiamo toccato i 90 km/h di tachimetro, con la seconda i 60 e con la prima abbiamo superato i 35 km/h. Le velocità massime indicate dalla casa sono di 30 km/h in prima, 50 in seconda e 80 in terza (contro rispettivamente 23, 40 e 65 km/h della vecchia 500).

Il motore sopporta abbastanza bene il fuorigiri. La leva del cambio è piuttosto maneggevole. Anche se non bruciante l'accelerazione è buona, e comunque assai brillante: abbiamo coperto il chilometro con partenza da fermo ed uso del cambio in 46,5 secondi e siamo passati da 0 a 100 km/h in 45 secondi netti (tutte le prestazioni sono state rilevale con due persone a bordo). Ma dove la differenza è più netta è nella ripresa senza uso del cambio, con la quarta, cioè. Il motore della 126 può essere definito a buon diritto come piuttosto elastico, al contrario di quello della vecchia 500: in quarta si riprende bene anche da soli 30-35 km/h. I freni anche se migliorati dal punto di vista della resistenza all'uso intenso richiedono però un certo sforzo sul pedale.

Stabilità e tenuta in curva

Notevolmente migliorata la già buona tenuta di strada della 500, in curva la 126 ha un comportamento sicuro, decisamente neutro, esente da qualunque «sorpresa». Migliorato anche il comportamento in rettilineo con vento laterale. Lo sterzo ci è sembrato più preciso di quello della 500, ma soprattutto maggiormente dotato di ritorno all'uscita delle curve. Come sulla 500, occorrono 3 giri e 3/4 di volante per la sterzata completa. Il diametro di sterzata di 8,60 metri è adeguato alla vocazione urbana della 126, anche se qualche decina di centimetri in meno non guasterebbero. Sebbene poco cambiate, le sospensioni sono più confortevoli di quelle della 500. Per la brevità della prova non abbiamo potuto fare rilevamenti di consumo: quello dichiarato, comunque, è addirittura inferiore ai 5,3 litri per 100 km della vecchia 500.

La dotazione di bordo

Per quanto riguarda il grado di rifinitura e la dotazione di accessori, la nuova utilitaria della Fiat è nettamente al di sopra della media per una vettura della sua classe. l sedili sono accuratamente rivestiti in finta pelle di buon a qualità (a richiesta in panno, misto a finta pelle). La dotazione accessori comprende un'efficiente (finalmente) plafoniera, due deflettori alle porte, un portaoggetti vicino al cambio sul tunnel, due ampie tasche rigide alle porte, maniglia di appiglio per il passeggero anteriore, due braccioli ricavali dai pannelli posteriori, un ripiano portaoggetti dietro il sedile posteriore, un posacenere a, infine, un efficiente impianto di aerazione-riscaldamento con aria fredda e calda miscelabile e con bocchette regolabili sotto il cruscotto.

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