Ultimo aggiornamento  14 ottobre 2019 20:22

Happy Birthday, Mr King.

Paolo Borgognone ·

Nel 1983 Elon Musk - 12enne di Pretoria col pallino dell'informatica - vendeva il suo primo video gioco, "Blastar", incassando 500 dollari. Quello stesso anno un signore di Portland, Maine, "inventava" la prima auto autonoma della storia. Christine, bellissima, rossa, rockettara e cattiva. Protagonista di un best seller che portava il suo stesso nome, Christine mette insieme tre aspetti fondamentali della vita di qualsiasi americano e non solo: l'automobile, la gioventù e il rock and roll. A creare questo mix la fantasia di Mr Stephen Edwin King - che compie 69 anni oggi -  ex bambino ossessionato dai mostri sotto il letto, ex giornalista redattore della rivista della sua università, ex insegnante di inglese in un liceo e destinato a diventare il fenomeno letterario americano del secondo '900. 

Rock and Roll

Agli albori della sua carriera, quando scriveva romanzi su romanzi ancora tutti da pubblicare su uno stretto tavolino dentro una roulotte in cui abitava con la moglie e due figli, Stephen King metteva su carta i propri demoni e anche i propri sogni. La Plymouth Fury del 1958  protagonista di "Christine" faceva probabilmente parte dei secondi. Soprattutto perché King è pure un rocker non male - suona in una band tutta composta da scrittori, i Rock Bottom Remainders - e Christine "parla" attraverso l'autoradio, trasmettendo soltanto classici del rock and roll, Richie Valens, Buddy Holly, Little Richards, i Rolling Stones e altri. La colonna sonora di una generazione. 

Tempo di crisi

Christine viene da Detroit dove nel 1958 - anno in cui la Plymouth produce la Fury - la disoccupazione è ancora al 20%, il massimo dai tempi della Grande Depressione del '29. Il sogno americano si infrange sui cancelli delle fabbriche del nord Michigan e non bastano i colori sgargianti e le cromature luccicanti a nasconderlo.

Christine incarna anche la paura di tutti i genitori americani dell'epoca. Il mix di ragazze - nella storia il protagonista che si chiama Arnie Cunningham, citando "Happy Days", si fidanza con la più bella della scuola - auto e rock and roll faceva tremare le vene ai polsi all'America benpensante che credeva di vivere in un mondo di zucchero filato e invece scopriva con orrore che ai ragazzi interessavano il sesso, la velocità e i movimenti pelvici di Elvis

Al cinema

"Christine è la fine del romanzo d'amore americano con l'automobile" diceva un critico letterario all'uscita del libro che venne immediatamente seguito dalla celebre trasposizione cinematografica diretta da John Carpenter che contribuì ad accrescerne la fama. Per il film - peraltro pessimamente tradotto in italiano col risultato di stravolgerne il senso - la Plymouth stessa mise a disposizione 23 auto. Una sola, però, era una Fury, auto praticamente introvabile. Christine, che in molte scene risultava danneggiata, venne "interpretata" da altri modelli dello stesso marchio come la Belvedere e la Savoy che uscivano dalle officine di Detroit già "truccate" da Christine. 

Altre auto 

Pochi autori incarnano l'America, con le sue immense contraddizioni ma anche col suo indomito spirito, come Stephen King. Che infatti utilizza spesso l'auto come grimaldello per entrare nelle nostre paure. O per tirarcene fuori, visto che uno degli utensili più utili a chi scrive di horror è proprio il rovesciamento delle certezze che diamo per acquisite. Così se in "Camion" i mezzi a quattro ruote - e non solo loro - si ribellano agli uomini e iniziano a fare strage, in "Cujo" la famiglia assediata dal San Bernardo impazzito trova rifugio, almeno temporaneamente, nell'abitacolo della propria auto. In "Misery non deve morire" il protagonista si ritrova inchiodato in un letto con una gamba rotta a seguito di un incidente stradale, cosa che ricorda di molto il terrificante momento del 1999 quando lo stesso King venne travolto da un camper e rischiò di lasciarci prematuramente. 

Sempre più terrificante 

In "Buick 8" del 2002 - ispirato nel titolo alla canzone "Buick 6" di Bob Dylan, il grande ritorno del rock and roll - ritroviamo un'auto "infernale", in questo caso capace di "respirare" e decisamente molto molto pericolosa. L'auto in questione è una Buick Roadmaster del 1954, dotata di volontà propriaIn "Mr Mercedes" del 2014 - primo atto di una trilogia che comprende anche "Chi perde paga" e il recentissimo "End of Watch" - il serial killer di turno utilizza una Mercedes rubata per fare una strage di persone in fila per un colloquio di lavoro. 

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