Ultimo aggiornamento  21 agosto 2019 14:12

Dalla parte di elettricità e idrogeno.

Patrizia Licata ·

La bozza di decreto italiana che recepisce la direttiva europea sullo sviluppo dei combustibili alternativi lascia qualche perplessità, secondo Adiconsum: per l'associazione dei consumatori sono stati inseriti articoli a discapito della neutralità tra i combustibili a basse emissioni, favorendone alcuni (come il gas naturale) e penalizzandone altri (l'elettricità e l'idrogeno). Anche se l'inclusione dell'idrogeno nella bozza, va detto, è già un segnale forte per un Paese in cui esiste attualmente una sola stazione di distribuzione a Bolzano.

La direttiva Ue

Entro il 18 novembre 2016, gli Stati dell’Unione europea devono recepire le norme della direttiva 2014/94/Ue del 28 ottobre 2014 (DAFI) adottando un quadro strategico nazionale per sviluppare il mercato dei combustibili alternativi nel settore del trasporto. La direttiva Ue stabilisce i requisiti per la costruzione di infrastrutture e le relative modalità di accesso validi in tutta Europa e per tutti i combustibili alternativi: elettricità, idrogeno, biocarburanti, combustibili sintetici e paraffinici, biometano, gas naturale compresso (gnc) e liquefatto (gnl) e gas di petrolio liquefatto (gpl). Tuttavia, nella bozza del decreto italiano di recepimento è stata inserita "una serie di articoli aggiuntivi che non rispettano la neutralità di trattamento tra i combustibili alternativi", denuncia il presidente di Adiconsum nazionale Walter Meazza. 

I più premiati

Come spiega Mauro Vergari del settore trasporti di Adiconsum, sono previste agevolazioni solo per il gnl e il gnc: le Regioni dovranno presentare un progetto per dotare determinati impianti stradali di pompe per l’erogazione di gnc e gnl, mentre le pubbliche amministrazioni dovranno acquistare almeno il 25% di veicoli a gnc e gnl in caso di sostituzione del proprio parco di autovetture, autobus e mezzi della raccolta dei rifiuti urbani. Al contrario, l’elettricità da fonti rinnovabili nella bozza di decreto "viene penalizzata", denuncia Meazza, "legando la crescita delle stazioni di ricarica stradali per auto elettriche alla esigenze di mercato e limitando gli adeguamenti edilizi per la ricarica residenziale ai fabbricati di almeno 50 unità abitative". Lo schema di decreto attuativo afferma anche che entro il 31 dicembre 2025 è prevista la creazione di un "numero adeguato" di punti di rifornimento per l’idrogeno accessibili al pubblico, da installare però gradualmente "tenendo conto della domanda attuale e del suo sviluppo a breve termine, per consentire la circolazione di veicoli a motore alimentati a idrogeno, compresi i veicoli che utilizzano celle a combustibile". 

Lettera aperta al governo

Adiconsum non è contraria allo sviluppo del gas naturale, sottolinea Meazza, ma gli eventuali incentivi devono essere pari per tutti i combustibili alternativi e, se mai, sarebbe più opportuno incentivare i sistemi che garantiscono zero emissioni di CO2 e particolato. L'associazione si è già mossa inviando una lettera al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti delle Infrastrutture e trasporti, dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico in cui propone al governo l’istituzione di un Comitato nazionale per lo sviluppo della Mobilità sostenibile, con la partecipazione di tutti gli stakeholder, compresi i consumatori, per arrivare a una data certa dello switch-off del motore a scoppio.

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