Ultimo aggiornamento  20 aprile 2019 22:12

Auto robot, in città tutta un’altra vita.

Enrico Artifoni ·

Una riduzione del 60% del numero di automobili sulle strade delle grandi città, un taglio dell’80% delle emissioni di Co2 e una diminuzione del 90% degli incidenti stradali: tutto ciò e altri positivi riflessi, come la possibilità di vivere meglio e a minor costo nelle periferie, grazie alla diffusione delle auto robot. Lo prevede uno studio di Boston Consulting Group, elaborato insieme con il World Economic Forum. Con qualche doverosa avvertenza.

Città e megalopoli

La rivoluzione prossima ventura nei sistemi di mobilità, la più importante dopo l’avvento delle automobili, eserciterà maggiormente i propri effetti laddove oggi ce n’è più bisogno e ancor più ve ne sarà in futuro: le città, dove nel 2030 vivranno i due terzi della popolazione mondiale. A innescarla sta provvedendo già la diffusione sempre più ampia del car sharing, ma la vera svolta arriverà secondo le previsioni di Bcg con l’introduzione dei robo-taxi, che potranno offrire lo stesso servizio degli attuali veicoli con guidatore a un costo molto più basso.

Meno care le assicurazioni

Non dover più ricorrere a un veicolo proprio per spostarsi permetterà di ridurre di oltre la metà il numero delle auto private in circolazione nelle città. Fra queste, più saranno le vetture a guida autonoma più caleranno gli incidenti e con essi il costo dell’assicurazione. Un traffico più fluido, inoltre, consentirà di abitare a maggiore distanza dai centri urbani, dove le case si possono acquistare o affittare spendendo meno.

Salireste a bordo?

Chi è abituato a guidare, non è detto che sia disponibile a farsi trasportare da una vettura completamente automatica. Dall’ultimo sondaggio di Bcg su un campione di 5.500 persone in 27 grandi città di 10 Paesi è emerso però che il 58% degli intervistati non avrebbe problemi e che il 69% salirebbe volentieri su un’auto capace di viaggiare almeno parzialmente da sola.

Non se ma quando

La rotta è tracciata: “Non è più questione di se, ma di quando le vetture automatiche saranno la maggioranza sulle strade”, sostiene lo studio di Bcg. Gli ostacoli da superare sono il perfezionamento di una tecnologia che anche a seguito degli incidenti occorsi recentemente ad alcuni modelli Tesla pare non ancora affidabile al 100%, l’adeguamento e l’armonizzazione delle normative dei vari Stati e quello delle infrastrutture.

I robot taxi

Per la guida autonoma, lo studio di Bcg prefigura quattro scenari. Il primo ipotizza l’affermazione dei veicoli premium, costosi perché ad alto contenuto tecnologico. Il secondo una diffusione a seguito di incentivi all’acquisto. Il terzo l’adozione dei robot taxi come principale modalità di trasporto pubblico e il quarto, il più estremo, il tramonto dell’auto privata nei centri urbani a favore di un sistema articolato su vetture condivise a trazione elettrica e su altri sistemi di mobilità, dai bus alla metro.

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Verificare che le nuove tecnologie siano "error free", prima di avviare la sperimentazione su strada. La guida autonoma deve essere un vantaggio e non un rischio