Ultimo aggiornamento  23 agosto 2019 15:45

15 secondi per dire addio all’auto.

Marco Perugini ·

I dilettanti rompono il finestrino, i professionisti riprogrammano la chiave: comunque l’auto sparisce. In Italia si rubano 13 auto ogni ora, per un totale di 312 al giorno e oltre 114.000 in un anno. Di queste solo il 45% torna ai proprietari. Il giro di affari dei furti d’auto è in crescita e sfiora i 20 miliardi di euro in Europa e Stati Uniti. Lo rileva l’ultimo studio di LoJack dedicato ai furti d’auto e le relative modalità.

Ladri hi-tech

L’elettronica rappresenta il cavallo di Troia oggi sfruttato dai ladri: per violare l’apertura e l’accensione dell’auto si ricorre sempre di più a sistemi di riprogrammazione della chiave, che tramite le porte per la diagnostica di bordo consentono al ladro di copiare la smart key ed aggirare l’immobilizer in un tempo che oscilla tra i 15 e i 60 secondi. Si stima che con questa metodologia siano state rubate solo in Europa oltre 40.000 vetture, per un valore complessivo superiore agli 800 milioni di euro. In Italia 1 furto su 5 avviene con procedure hi-tech, soprattutto nel centro-nord dove si puntano maggiormente Range Rover, Mercedes Classe E, Bmw Serie 3 e Serie 5 oltre che X5 e X6. A rischio anche le aziende di noleggio: i ladri affittano le vetture, copiano le chiavi, ritrovano in seguito il veicolo con un gps nascosto a bordo e spariscono con l’auto.

L’hacker la apre a distanza

Sono in aumento i furti con tecniche inimmaginabili all’inizio del nuovo millennio, quando Nicolas Cage sfoggiava nel film “Fuori in 60 secondi” il suo know how per rubare 50 vetture di lusso in 72 ore. Oggi i ladri clonano il transponder per l’apertura delle porte e l’accensione, oppure catturano a distanza il suo segnale quando il proprietario si allontana chiudendo l’auto con il telecomando. A volte si ricorre anche alla sostituzione dell’elettronica di bordo con altre componenti modificate. E’ già allarme per gli hacker che da remoto sfruttano i bachi del sistema telematico dei veicoli più moderni, aprendo a distanza le auto che poi qualcuno preleva sul posto. Si stimano 250 milioni di auto connesse nel 2020 in Europa e le preoccupazioni sono più che giustificate.

Fino a 10 settimane di studio sui nuovi modelli

Per dotarsi di apparecchiature così sofisticate, i ladri sborsano fino a 50.000 euro, ma riescono facilmente a rientrare delle somme “investite” perché tali sistemi sono facilmente reperibili, semplici da usare e possono essere utilizzati su più modelli. I criminali studiano da 2 a 10 settimane dal lancio di una nuova vettura per studiare come violarne i sistemi di sicurezza e le tecniche più ingegnose sono quelle “software based”, in grado di beffare proprio il proprietario dell'auto che si sente più protetto.

Come difendersi

Visto che la tecnologia è tra i punti deboli dell’auto, potenziando gli standard hi-tech di bordo si attuano misure di “controspionaggio” in grado di sventare il furto o quantomeno ritrovare l’auto in poco tempo. La stessa LoJack sostiene di proteggere 100.000 clienti in Italia e di aver recuperato con l’intervento di polizia e carabinieri oltre 4.000 veicoli rubati negli ultimi 10 anni, per un valore di 90 milioni di euro.

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