Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 16:26

Park(ing) day, la festa in un parcheggio.

Paolo Borgognone ·

Tutto è iniziato il 21 novembre del 2005, all'incrocio tra Mission e First Street a San Francisco, a pochi passi dall'Oakland Bay Bridge in pieno distretto finanziario della città californiana. Qui, in una bella giornata di sole, un gruppo di artisti riuniti sotto il nome di Rebar ha inventato il primo "Park(ing) Day. Da lì in poi l'iniziativa ha conquistato il mondo. 

Due ore di verde

Alla base del progetto c'era l'idea di utilizzare uno spazio di parcheggio, regolato da parchimetro che consente 120 minuti di sosta,  per un'installazione temporanea, trasformando quell'angolo trafficato di metropoli in un piccolo spazio verde, con tanto di panchina e erba da calpestare. Allo scadere delle due ore di parcheggio il parco improvvisato venne "smontato" e rimesso via. Ma il sasso nello stagno era stato gettato. La foto dell'installazione realizzata a San Francisco è diventata virale, aprendo la strada ad una diffusione mondiale dell'evento. 

A macchia d'olio

Nel corso dei dieci anni che hanno fatto seguito a quel primo evento il Park(ing) day si è diffuso a macchia d'olio sul pianeta. Nel 2011 sono stati coinvolti 975 parcheggi in 162 città di 35 paesi differenti in tutti i continenti. L'iniziativa ha visto la luce in posti lontanissimi e diversissimi tra loro, dal Venezuela alla Corea del Sud, dal Madagascar all'Iran. E non ci si è limitati a mettere una panchina in uno spazio di parcheggio: in questo periodo di tempo sono stati realizzati ambulatori medici temporanei, fattorie urbane volanti, sono stati aperti negozi di riparazione di biciclette e rivendita di prodotti biologici, ma non solo: in un "Park(ing) day" è stato perfino celebrato un matrimonio. Una delle qualità dell'installazione temporanea - hanno sempre sostenuto i suoi fautori - è che si adatta alle necessità di quel particolare momento e di quella specifica comunità

In Italia

Quest'anno il "Park(ing) day" avrà anche due location in italia, precisamente in Lombardia. Una sarà a Via Maestri del Lavoro a Sesto San Giovanni, vicino Via Venezia. L'altro, invece, a Milano, per la precisione in Via San Marco - al confine tra Brera e Porta Nuova - tra Via della Moscova e Via Montebello. Particolarmente interessante la scelta di questo luogo: una volta, al posto dell'attuale sede stradale, correva un piccolo canale, frequentato dagli abitanti come spazio verde. Il canale venne poi interrato negli anni '20 per favorire lo sviluppo della città. Ci saranno incontri, giochi da tavolo e per bambini e altre sorprese per riappropriarsi temporaneamente di quello spazio. 

Nel tessuto delle città

Il principale  obiettivo di  "Park(ing) day" - nato come un atto di "guerriglia urbana", nelle parole di Blaine Merkel, uno dei fondatori del progetto - è sempre stato quello di restituire alla città degli spazi che sono di sola pertinenza delle auto. In questo senso è sicuramente un successo che alcune grandi metropoli americane, come San Francisco stessa ma anche New York, abbiano voluto prevedere l'utilizzo di alcuni degli spazi solitamente usati come parcheggio, proprio per queste improvvisate "attività di strada". Nella Grande Mela, ad esempio, i bar e i caffè hanno la possibilità di organizzare delle piccole succursali volanti a bordo strada per offrire un servizio al volo a chi si trovi a passare.

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