Ultimo aggiornamento  15 luglio 2019 22:17

MV Agusta F4Z, con Zagato nella storia.

Antonio Vitillo ·

Unica. Nel genere. Nel numero di esemplari. La MV Agusta F4Z, dove “zeta” sta per Zagato, è il sogno realizzato di un giovane uomo d’affari giapponese impegnato nell’editoria e nella moda. Erano gli anni 80 quando il trasporto per le due ruote lo portò ad acquistare e personalizzare da sé la prima moto. Romanticamente ci viene di pensare ad una storia personale che nel tempo si forma, evolvendosi sia economicamente sia nella passione per i motori. Il fremito di possedere qualcosa di unico, però, non si altera. Piuttosto, è esattamente questo particolare brivido la vera causa di tutto. Eppure l’effetto cambia: se una volta si manifestava attraverso una goffa customizzazione compiuta sporcandosi le mani, con pochi attrezzi e pezzi rimediati ed assemblati senza un preciso criterio, oggi, viceversa, si concretizza affidando ai designer Zagato il minuzioso incarico di pensare e realizzare la moto più esclusiva possibile.

La tradizione italiana come sogno ed emozione

D’altronde il giapponese di Zagato, colleziona già parecchie automobili. Come adora raccogliere moto italiane. E proprio dall’analisi di questa smisurata passione dell’imprenditore per un certo tipo di forme senza tempo che i designer, partendo dalla già significativa personalità della MV Agusta F4, tratteggiano sul foglio linee non moderne, alquanto classiche. Ma attraenti. Impossibile non strabuzzare gli occhi davanti alle foto di questa MV F4 ricreata nell’atelier Zagato: piaccia o no il suo magnetismo è pervasivo.

Gli interventi tecnici e di stile

La MV Agusta F4Z è costruita con materiali nobili, come alluminio e fibra di carbonio. Nella migliore tradizione automobilistica, soprattutto per ciò che riguarda le vetture da collezione, è assemblata con parti di superfici relativamente estese, ovviamente in un numero ridotto. La sua particolare carenatura ha obbligato i tecnici a riprogettare alcune parti della meccanica, mentre altre sono state semplicemente sostituite: i condotti di aspirazione, il serbatoio, il sistema di scarico e la batteria.

Quella Z che vale un pezzo di storia

Il risultato finale è indubbiamente originale, molto più esclusivo dei già distintivi modelli di produzione di serie che dal 1945 la varesina MV Agusta è solita realizzare. I designer eredi di Ugo Zagato stavolta c’hanno messo lo zampino. Non sappiamo se la collaborazione continuerà. Intanto, in prospettiva di un futuro acquisto di moto, non creiamoci il problema di farci piacere o no la MV F4 con la Z di Zagato. È il solo esemplare, irripetibile da qualsiasi linea di montaggio, pressoché impagabile dai più. Ma osservarla è gratis. E difficilissimo è non parlarne.

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