Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 09:35

Il futuro di Infiniti secondo Krueger.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Il marchio globale per eccellenza. Difficile trovare qualcosa di simile nel mondo dell’industria automobilistica. E’ Infiniti, identità premium dell’alleanza Renault – Nissan e quindi franco – giapponese per definizione. Ma non di nascita: il marchio ha avuto negli Stati Uniti il suo battesimo con il mercato. Il quartier generale è invece in Cina ad Hong Kong, scelta necessaria per cogliere in pieno le occasioni che arrivano (in particolare per il segmento premium) dal nuovo mondo asiatico.

Il 2016 sarà un anno record

Un melting pot che nel 2016 potrebbe valere “circa 245 mila unità vendute nel mondo, 30 mila in più ottenute rispetto allo scorso anno”, dichiara Roland Krueger, presidente di Infiniti. L’anello più debole semmai è l’Europa dove però, con l’avvio delle vendite della compatta Q30 e ora del crossover QX30, si punta a recuperare il terreno perduto: “La crescita grazie ai nuovi modelli è a tripla cifra e in Paesi come l’Italia abbiamo quasi moltiplicato per cinque le nostre vendite”. Di più Krueger sull’Europa non dice, se non che l’obiettivo delle 25 mila unità per il 2017 “potrebbe essere un volume compatibile con i piani previsti”. Tanto più se il “segmento C premium, quello di Q30 e QX30, vale qualcosa come 1 milione di vetture”. C’è spazio di crescita per tutti. Soprattutto con un prodotto innovativo e diverso rispetto a quello più convenzionale tedesco.

Brand innovativo dell'alleanza

Avanti con la guida autonoma: “Vogliamo essere il brand dell’innovazione dell’alleanza e lanceremo nel 2018 un’auto in grado di viaggiare parzialmente da sola. L’idea è quella di offrire, in alcune condizioni, la possibilità di togliere le mani dal volante per aumentare il confort e la sicurezza”, continua Krueger. Tanto più se secondo un sondaggio degli americani di MaritzCX, i proprietari di una Infiniti (e Mercedes) sarebbero i più propensi a lasciare all’intelligenza artificiale i comandi della vettura.

Avanti con il diesel ma ...

Nessuna retromarcia sul diesel dopo che alcune città (Parigi in testa) pensano a un divieto di circolazione: “Dobbiamo produrre cosa vogliono i clienti e oggi la domanda di versioni a gasolio è ancora elevata e in alcuni mercati addirittura in crescita”, continua Krueger. Buon per l’alleato Daimler che fornisce a Infiniti il suo 2.2 diesel adottato su Q30, QX30, Q50 e Q70. In realtà la soluzione alternativa è già pronta e sarà presentata ufficialmente al Salone di Parigi: un benzina a rapporto variabile di compressione che i tecnici giapponesi giurano “in grado di avere la stessa potenza ed efficienza di un diesel” senza problemi di emissioni di particolato e polveri sottili.

Espansione della rete

I concessionari possono poi dormire tranquilli: “Il cliente premium deve vivere il marchio, è una questione di percezioni e sensazioni che non si possono lasciare a un sito online”. Per questo i concessionari che in Europa oggi sono 95, diventeranno 130 nei prossimi mesi. Italia compresa, dove dai 12 attuali si arriverà a 18, ai quali si aggiungeranno 15 officine autorizzate.

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