Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 17:18

Alex Zanardi canta l'inno di Mameli a Rio.

Marco Perugini ·

Ha vinto la cronometro di ciclismo H5 a Rio, ma lo sapeva già. Bastava incrociare lo sguardo di Alex Zanardi in allenamento sulle montagne abruzzesi di Rovere dove ha preparato le Paralimpiadi con i suoi compagni per sapere in anticipo che avrebbe conquistato la medaglia d’oro: negli occhi il fuoco e nelle braccia il vapore, in un mix inarrestabile. Come dice il pluricampione del tennis Rafael Nadal, “è la forza mentale che distingue i campioni dai quasi campioni”. Il 49enne bolognese - che il mondo ricorda non soltanto per la sua esperienza in F1 e l'incidente sulla pista tedesca di Lausitzring che gli è costato entrambe le gambe – si è aggiudicato il terzo oro per l’Italia alle Paralimpiadi controllando fin dall’inizio la gara, conclusa con il tempo di di 26'36"81 davanti all’australiano Stuart Tripp e allo statunitense Oscar Sanchez. Quattro anni fa a Londra nella stessa competizione ottenne identico trionfo e con questa vittoria si fregia della quarta medaglia paralimpica personale.

Italia in festa

"Chi ha tenacia, forza e determinazione alla fine vince” ha commentato il premier Matteo Renzi, che ha aggiunto come Zanardi sia “un grandissimo pilota che dopo un incidente si è rimesso in discussione ed è diventato medaglia d'oro paralimpica: è il segno dell'Italia che non molla e lotta”. Con analogo entusiasmo il presidente del Coni, Giovanni Malagò, su Twitter dichiara: “Alex Zanardi è sempre più nel mito. Che batticuore!". Anche il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, sottolinea come Zanardi sia “un atleta entrato nella leggenda sportiva, che continuerà a farci sognare”. Tra i primi a congratularsi su Twitter, @PresidenteACI Angelo Sticchi Damiani scrive “Il campione vince sempre” e @robymancio Roberto Mancini afferma “Immenso: non finisce mai di stupire”.

Pioggia d’oro

L’inno di Mameli si è sentito oggi a Rio de Janeiro altre tre volte. Sempre nel ciclismo, il genovese Vittorio Podestà ha conquistato l’oro nella cronometro H3, così come il pugliese Luca Mazzone nella cronometro H2. La napoletana Assunta Legnante ha trionfato poi nel lancio del peso, portando finora a cinque il totale dei successi azzurri in questa edizione dei Giochi. Come cantava Freddie Mercury in quello che è diventato l’inno della Champions League di calcio, “siamo i campioni e continueremo a combattere fino alla fine”.

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