Ultimo aggiornamento  26 aprile 2019 00:26

Cdp digitale: Consiglio di stato sospende sentenza Tar.

Redazione ·

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare presentata dall’ACI e sospeso gli effetti della sentenza con la quale il Tar Lazio aveva, in parte, accolto alcune richieste delle associazioni di autoscuole, studi di consulenza automobilistica e agenzie di pratiche auto (Unasca e Sermetra), in merito alle modalità con le quali, lo scorso ottobre, l’Automobile Club d’Italia ha introdotto il Certificato di Proprietà Digitale (Cdpd).

In sede giurisdizionale, infatti, il Consiglio di Stato ha ritenuto di accogliere l'istanza presentata dall'ACI, sospendendo, così, la sentenza impugnata, avendo rilevato – secondo quanto si legge nell’ordinanza – “l’opportunità di mantenere la regolamentazione assunta dall'ACI fino alla decisione sul merito della causa”.

La pronuncia di merito è attesa per il 9 febbraio 2017.

Il provvedimento del Consiglio di Stato segue di poche settimane la sentenza con la quale la Corte di Appello di Roma ha rigettato il ricorso promosso dall’Unasca in materia di pagamento RID, sancendo, così, sia la legittimità che la correttezza dell’operato dell'ACI.

10,3 milioni di Cdpd in 313 giorni

L’ACI ha espresso soddisfazione per due decisioni che riconoscono sia la legittimazione dell'Ente a migliorare, nell’interesse dei cittadini, la qualità dei servizi offerti (nei primi 313 giorni di attività del nuovo sistema l’ACI ha rilasciato più di 10,3 milioni di Cdp digitali ad una media di oltre 33mila al giorno), sia la piena operatività del Cdpd e delle regole emanate, le quali, evidentemente, risultano in piena armonia con l’attuale contesto normativo.

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