Ultimo aggiornamento  17 settembre 2019 21:46

Guida autonoma: ACI, subito test in pista.

Redazione ·

Se è vero che - come ha dichiarato il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani - “la guida autonoma non è il futuro: è il presente”, allora è sulla qualità di questo presente che bisogna interrogarsi. E bisogna farlo in fretta.

Analisi urgente, seria, approfondita

Il Paradiso può attendere, il presente no, e più presto di quanto immaginiamo, la mobilità delle nostre città cambierà. Radicalmente. Non c’è bisogno di ricordare i primi due incidenti mortali – uno in Florida, lo scorso maggio, l’altro in Olanda, pochi giorni fa – che hanno visto protagonisti veicoli a guida autonoma o semiautonoma, per capire che la rivoluzione che stiamo vivendo richiede un’analisi urgente, seria e approfondita. E questo non solo della realtà alla quale stiamo andando incontro, ma anche dell’inevitabile fase di transizione nella quale “mobilità reale” e “virtuale” si troveranno, inevitabilmente, a convivere.

Tecnologie pronte, società no

Se le tecnologie sono pronte (o quasi), la società - dal punto di vista culturale, pratico e normativo - è ancora impreparata. Non devono sorprendere, allora, i risultati di un recente sondaggio d’oltreoceano secondo il quale quasi sei americani su dieci (57%) si dicono preoccupati dall’avvento della guida autonoma, quasi uno su due (46%) è scettico rispetto all’idea che gli incidenti diminuiranno, mentre più della metà (54%) è convinta che gli effetti sul traffico saranno negativi.

Prima verificare, poi sperimentare

Occorre, dunque, colmare al più presto il gap tecnologia-società. È esattamente questa la consapevolezza che ha spinto il Presidente dell’ACI a sottolineare la necessità di “verificare l’affidabilità delle auto a guida autonoma, prima di avviare la sperimentazione su strada”. Secondo Sticchi Damiani, infatti, “prima di rendere queste auto parte del complesso sistema mobilità nel quale tutti, ogni giorno, ci muoviamo, occorre avere la certezza che queste tecnologie siano “error free” e che la loro diffusione rappresenti un vantaggio e non un rischio”.

Laboratorio non basta: test in pista

Sulla stessa linea il Direttore innovazione e sviluppo di ACI Global, Marco Mauri, secondo il quale è fondamentale “testare le auto a guida autonoma in pista”. Secondo Mauri, infatti, solo la pista “è in grado di unire la scientificità dei test laboratorio alla possibilità di riprodurre le condizioni standard della mobilità stradale”. I test di laboratorio, per quanto importanti, non bastano. “Nessun laboratorio – chiarisce Mauri - sarà mai in grado di riprodurre le mille variabili che caratterizzano la mobilità su strada”. Di qui l’esigenza di “individuare spazi capaci di unire al rigore scientifico dei laboratori, la complessità e la problematicità dell’ecosistema mobilità, eliminandone, allo stesso tempo, gli aspetti di rischio”.

Autodromi e centri guida sicura ACI, pronti

ACI, garantisce Sticchi Damiani, è pronto a raccogliere la sfida e fare la propria parte, mettendo a disposizione il suo know-how, le piste e i Centri di Guida Sicura di propria gestione: Monza, Vallelunga, Lainate e Magione. Il futuro del presente comincia da qui.

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