Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 10:46

Come eravamo: la prova della Fiat 128 3P.

Gianni Rogliatti e Alberto Bellucci ·

(La prova è integralmente ripresa dal numero 19 de l'Automobile del 30 giugno 1975). La gamma della 128 è stata modificata con la presentazione di due nuove versioni, denominate "3P", al posto dei coupé finora costruiti. Sulla scia del sicuro successo della recente Lancia HPE, anche nella gamma 128 si è inserito il modello della macchina tuttofare sportiva, cioè del coupé munito di portellone posteriore e di sedile posteriore ribaltabile che si può usare come auto utilitaria per trasporto di una gran quantità di merci e bagagli, oppure come vettura dalle prestazioni superiori alla berlina del suo stesso gruppo. Rispetto al coupé che viene a sostituire la nuova versione 3P presenta differenze soprattutto nella parte posteriore della carrozzeria, che ne costituiscono appunto la principale novità: differenze estetiche e differenze di ordine pratico.

Dal punto di vista estetico c'è la modifica alla linea della coda che è più rettilinea e squadrata, poi c'è il nuovo disegno dei vetri posteriori, resi pila regolari togliendo quella curiosa curvatura del lato inferiore, che fu caratteristica del coupé 128 come pure della 127 (alcune indiscrezioni hanno già dato per certa anche la modifica stilistica della 127).

Diretta conseguenza della nuova linea è l'aumento del volume utile interno: ora si ha una capacità di carico bagagli di 320 litri con la disposizione a quattro posti, mentre la capacità diventa di 920 litri (quasi un metro cubo) a sedile posteriore ribaltato. Altri dettagli riguardano i paraurti rivestiti in gomma, le luci, la grigliatura anteriore, la sistemazione del tappo del serbatoio carburante. Internamente, oltre all'impiego di nuovi materiali per le tappezzerie, si nota il cruscotto precedente dal disegno classico, con strumenti rotondi incassati per una migliore protezione e facilità di lettura sia di giorno che di notte, cruscotto però arricchito da alcuni utili dettagli quali, ad esempio, l'accendisigari. Strumentazione e comandi sono del tipo ormai unificato sulle vetture del gruppo Fiat e che ci sembrano i più razionali e funzionali.

Motori

La parte meccanica è ben nota, ma presenta alcune innovazioni che riteniamo interessanti. In primo luogo il motore. Oggi il propulsore tradizionale è praticamente senza rivali anche perché dopo alcuni tentativi anche coraggiosi sugli altri tipi, i tecnici si sono buttati a perfezionare il motore a pistoni per raggiungere gli standard più severi in fatto di inquinamento. Cosi facendo è stato migliorato il rendimento e diminuito il consumo senza peraltro rinunciare alle prestazioni; è così che anche il motore della 128 3P nelle due versioni 1100 e 1300 cc è stato dotato di una nuova testa cilindri con una camera di combustione più raccolta e che presenta anche un elevato effetto squish. Questo effetto è dovuto al fatto che nella parte finale della corsa dei pistoni si provoca uno schizzo di gas dalla periferia verso il centro della camera che a sua volta causa turbolenza e ritarda i fenomeni di autoaccensione o di detonazione.

Con il risultato che è stato possibile aumentare nella nuova 3P il rapporto di compressione da 8,8 a 9,2, coi logici benefici di un miglior rendimento, aumento della coppia e diminuzione dei consumi.

La coppia è passata infatti da 8,4 a 8,9 kgm per il motore 1100 e da 9,4 a 10,2 per il motore 1300. La potenza massima resta invariata ai regime di 6000 giri con 65 CV per il 1100 e 73 CV per il 1300 (nella precedente versione quest'ultimo poneva erogare ancora qualche cavallo in più superando tale regime).

Prestazioni

Dato che i rapporti del cambio e della riduzione finale al differenziale sono uguali per i due motori, ne consegue la stessa velocità in km/h per mille giri di motore cioè 24,4 km/h ogni 1000 giri. La velocità massima dichiarata del tipo 1100 è di 150 km/h e si raggiungerà quindi col motore leggermente al di sopra del regime massimo in quarta, e precisamente a 6150 giri al minuto, mentre per il tipo 1300 cc si raggiungono i 6500 giri al minuto alla velocità massima di 160 km/h in quarta. La maggior potenza del motore grande si sentirà, quindi, soprattutto in una brillantissima ripresa.

Sospensioni e freni

Le sospensioni del modello sportivo 128 sono sempre state leggermente diverse che nelle berline e familiari; in tutti i modelli le quattro ruote sono dotate di sospensioni indipendenti del tipo generalmente conosciuto come McPherson. Esse consistono in un elemento telescopico quasi verticale comprendente l'ammortizzatore e, per le ruote anteriori, anche la molla elicoidale; per le ruote posteriori esiste una sola molla a balestra trasversale; ciascuna ruota è poi guidata da un braccio oscillante triangolare all'incirca orizzontale.

Nei modelli sportivi questo braccio è un semplice triangolo per le ruote anteriori, mentre per le berline e familiari è composto da un braccio e dal prolungamento della barra di torsione antirollio. Nei nuovi modelli sportivi, cioè sulle due versioni 3P, l'effetto antirollio è ottenuto con una particolare taratura degli ammortizzatori (che lavorano molto in compressione oltre che in rimbalzo). Altra differenza riguarda lo sterzo che è più diretto, perché con lo stesso numero di giri di volante (3,4 da un estremo all'altro) si ottiene un diametro di sterzatura più ridotto di 9,8 metri contro 10,3. Questo è anche dovuto ovviamente al passo più corto, che sui coupé è di 2223 mm contro i 2448 mm delle altre versioni. Sempre sui coupé le carreggiate risultano allargate di una ventina di mm rispetto alle berline, conferendo una maggiore stabilità in curva.

Gli altri elementi meccanici principali, ruote, freni, ecc. sono uguali per tutte le versioni della gamma. Fa eccezione il serbatoio del carburante che sui nuovi coupé è di 50 litri mentre sulle berline è di 38 litri: una capacità che rende possibili viaggi di notevole lunghezza senza fermate per rifornimenti.

Consumi

Il lato decisamente più interessante della nuova 128 3P è senza dubbio rappresentato dal consumo. Un dato basterebbe già da solo: su un percorso di 177 km percorso ad una media di 70 km/h e con tutta una serie di rilevazioni autostradali compiute su un tratto di una quindicina di chilometri, abbiamo coperto ben 17,6 km/litro. E non è da dire che siamo stati i soli a consumare così poco; la ventina di colleghi che hanno provato insieme a noi sullo stesso tracciato — svoltosi tutto nel Friuli — hanno fatto registrare un consumo medio di 14,7 km/litro con la versione di 1100 cc e di 12,8 con quella di 1300 cc. Va solo rilevato che i nostri colleghi hanno tenuto delle medie leggermente più elevate della nostra (e cioè intorno ai 75-80 km/h). D'altronde basta dare un'occhiata ai consumi a velocità costante, cambio in quarta, per rendersi conto della sobrietà della vettura: la 1100 fa 17,8 km/litro a 80 km/h (16,7 la 1300); 15,1 a 100 (14,3 la 1300) e 12,2 a 120 effettivi (11,9 la 1300).

Comfort e praticità

Chiudiamo col comfort di marcia, tenuta di strada e freni. Per gli ultimi due non abbiamo notato novità rilevanti con le precedenti “Sport”, che sotto questa voce erano già più che buone. Novità invece per il comfort di marcia: maggiore silenziosità, un abitacolo un po' più spazioso (sono stati “rubati” centimetri un po' dappertutto a favore dei sedili), una buona lista di accessori e sospensioni — ci è sembrato — leggermente più confortevoli. Utile e pratico, infine, il ripiano portaoggetti dietro il sedile posteriore, ripiegabile per aumentare la capacità di trasporto bagagli.

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