Ultimo aggiornamento  14 novembre 2019 15:34

Via la targa, se straniera.

Andrea Cauli ·

Se si possiede un veicolo con targa estera (auto, moto, camion o motociclo), è consentito circolare nel nostro Paese al massimo per un anno, dopodiché è obbligatorio reimmatricolarlo e iscriverlo al Pubblico Registro Automobilistico. Lo riporta l’articolo 132 del Codice della strada.

Cosa bisogna fare

Per immatricolare e iscrivere in Italia un veicolo proveniente da uno dei Paesi dell’Unione Europea, senza incorrere in sanzioni amministrative, occorre innanzitutto assolvere agli obblighi del pagamento dell’Iva presso l’Agenzia delle Entrate, disporre della dichiarazione di proprietà se è intestato allo stesso soggetto che ne chiede la reimmatricolazione e l’iscrizione, oppure un atto di vendita autenticato da un notaio se il veicolo all’estero era intestato a terzi. La pratica, corredata dai documenti necessari, tra i quali la dichiarazione di conformità (o certificato di conformità europeo), con omologazione italiana o certificato di conformità europeo accompagnata dalla dichiarazione di immatricolazione rilasciata dalla Casa costruttrice, può essere effettuata presso lo Sportello Telematico dell’automobilista (STA), attivo negli uffici del Pubblico Registro Automobilistico, la Motorizzazione civile o le agenzia di pratiche auto abilitate.

Multe da 84 a 335 euro

L’importo da corrispondere varia a seconda del tipo di veicolo e della provincia di residenza. Pesanti le sanzioni nel caso in cui non si rispetti la norma, oltre all'interdizione all'accesso sul territorio nazionale fino a quando non in regola, si è puniti con una multa che va da 84 a 335 euro.

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