Ultimo aggiornamento  20 aprile 2019 12:46

Un Club per città da 30 e Lode.

Marina Fanara ·

Le città d'Italia di piccole e medie dimensioni soffrono il mal d'auto tanto quanto le grandi metropoli del Paese e, in alcuni casi, anche di più. Lo dimostrano i dati sull'inquinamento: nella top ten di Legambiente sugli agglomerati urbani che hanno sforato la soglia limite di polveri sottili nell'arco di un anno, sei sono città di medie dimensioni. Da qui è nato il grido d'allarme delle amministrazioni locali che hanno deciso di unire le forze per fondare il Club delle città 30 e Lode, una specie di laboratorio dove scambiare esperienze e informazioni, valutare le reciproche criticità, sperimentare nuovi modelli di mobilità: dagli spostamenti in bici ai percorsi pedonali, da misure per il contenimento della velocità al potenziamento dei mezzi pubblici. Obiettivo: diventare città smart, modello per tutti.

Piccole città insieme per crescere

Dalla Lombardia, al Friuli Venezia Giulia, alla Toscana, Emilia Romagna, Marche e Lazio, sono già 15 le città che hanno risposto all'appello e sono entrate nell'inedito Club: Crema, Cremona, Como, Lodi, Mantova, Monza, Pavia, Varese, Udine, Pisa, Pistoia, Siena, Ferrara, Fano e Pomezia. L'iniziativa verrà presentata ufficialmente in occasione di CosmoBike Mobility (la prima conferenza europea sulla ciclabilità urbana che si terrà a Verona dal 14 al 16 settembre).

I promotori hanno già le idee chiare sul da farsi. "Come amministratore di un centro di medie dimensioni", ci spiega Davide Lazzari, assessore alla Mobilità di Pavia e ideatore del Club, "vogliamo prima lanciare un allarme: proprio per il fatto di non essere grandi, le nostre realtà sono più facilmente penetrabili dalle auto, grazie ai percorsi più brevi per spostarsi da un posto all'altro e per la grande disponibilità di parcheggi". Morale della favola: "Tutti vanno in auto e l'aria è sempre intrisa di smog. Alla faccia dell'impatto ambientale".

Auto, bici e bus: ognuno al suo posto

L'assessore cita qualche dato relativo a Pavia: la disponibilità di parcheggi è pari a 8 abitanti per posto auto contro gli oltre 30 abitanti di Roma e Torino, mentre ogni giorno circolano circa 5.000 auto l'ora con una percorrenza media di tre chilometri ognuna. Percorsi che nelle grandi metropoli sono considerati delle "pedonali". "Queste criticità", aggiunge Lazzari, "accomunano la maggior parte delle città piccole e medie che, non a caso, sono anche tra le più inquinate d'Italia. Nella classifica delle prime 10, per esempio, Frosinone, Pavia e Vicenza occupano le prime tre posizioni e superano Milano e Torino (rispettivamente al 4° e 5° posto, ndr)". Per non parlare della sicurezza. "Proprio perché è più facile girare in auto, si tende anche ad andare più veloci del dovuto. Questo, insieme alla distrazione, a Pavia, causa un investimento sulle strisce pedonali ogni tre giorni. Un costo umano enorme che si traduce in due milioni di euro l'anno di spese sanitarie a carico della collettività".

Meno demagogia, più fatti

Nella fase iniziale, il Club delle città 10 e Lode si dedicherà alla ridefinizione dello spazio urbano, a un modello di città a misura di bambino, al rilancio del trasporto pubblico locale. "Lo spazio pubblico urbano", sottolinea l'assessore di Pavia, "è composto da strade per l'85%, sulle quali dominano quasi completamente le auto. Bisogna ridistribuirlo, ma non in quote percentuali suddivise equamente tra le varie modalità. L'automobile è sicuramente un mezzo indispensabile, ma non in qualsiasi circostanza. Su alcuni tragitti dobbiamo far diventare più competitivo il tram, l'autobus, la bici o, semplicemente, muoversi a piedi". "Tanto per intenderci", conclude l'assessore, "la nostra non è una guerra alle quattro ruote e neanche un ambientalismo di ritorno, ma una questione di salute pubblica e di PIL: l'1,5%, circa 5 miliardi di euro, è la quota che spendiamo in Italia per il traffico e l'inquinamento".

Tag

Città  · Inquinamento  · Smart Mobility  · 

Ti potrebbe interessare

· di Michele Giardiello*

La Fondazione Caracciolo-Centro Studi ACI fotografa la situazione del Tpl: poche risorse, troppe norme e quadro incerto scoraggiano gli investimenti

· di Marina Fanara

Auto ibrida o elettrica e ora anche car sharing e bicicletta a pedalata assistita. Con i Gruppi di acquisto solidale di Legambiente il prezzo scende fino al 40%