Ultimo aggiornamento  21 luglio 2019 10:45

Opel Monza, coupé da famiglia.

Roberto Sposini ·

Il nome era iconico. Lo stile decisamente meno. Eppure, la Opel Monza, specie in Inghilterra e in Germania ha raccolto un discreto successo. Il nome di uno dei più prestigiosi autodromi del mondo era certamente impegnativo, promessa di prestazioni che, seppur adeguate per quegli anni (parliamo del decennio a cavallo fra i settanta e gli ottanta), non sono mai state all’altezza della miglior concorrenza, ossia Bmw coupé CS e Mercedes Sec.

Grande portellone

Con quel frontale massiccio più da berlina che da sportiva (in effetti derivava dalla Senator), la coda “fastback” e il grande portellone, la Monza era l’interpretazione di quegli anni della coupé per famiglie dinamiche. L’abitabilità era per quattro e il fascino sportivo (a cui la comunicazione del lancio faceva spesso riferimento) a dire il vero era un po’ deboluccio. Eppure  la Monza era  fiera di un primato che in pochi conoscono: fu la prima auto sul mercato a montare un cruscotto digitale, non esattamente un must per una sportiva.

Indole e motori

Prodotta tra il 1978 e il 1986, sotto il cofano della coupé tedesca c’erano motori di tutto rispetto: dal 2.5 da 136 cavalli al 3 litri da 180; verso la fine degli anni Ottanta arrivò anche una 2.8 con trasmissione automatica a 3 marce. Le prestazioni non erano affatto male, il problema semmai era l’indole complessiva, più da pacifica coupettona americana, che da coupé sportiva. La principale colpa? Il comportamento stradale, troppo simile alla berlina da cui derivava: altro che variante della Roggia, curva di Lesmo e Ascari: la Opel Monza al massimo si sarebbe trovata a suo agio sul rettilineo che porta verso la Parabolica.

Il maxispoiler

La coupé tedesca uscì di scena senza troppi rimpianti nel 1986, non prima però di aver tentato un ultimo affondo prestazionale con la versione GS E. Ma maxispoiler sulla coda, minigonne sulle fiancate, sedili Recaro e un 3 litri che spingeva la grossa coupé sul filo dei 215 km/h non bastarono comunque a risollevarne le sorti.

Il concept

Il nome Monza in Opel cadde nell’oblio per anni, fino al 60° Salone dell’Automobile di Francoforte quando - era l’autunno del 2013 – il costruttore tedesco a sorpresa tirò fuori dal cilindro un’altra Monza, questa volta Concept. Era uno “studio visionario”, come la definirono i suoi creatori e avrebbe dovuto anticipare lo stile di tutti i modelli futuri del marchio tedesco (in effetti, il muso ricorda molto l’ultima Astra).
Ad oggi del possibile ritorno di una nuova Monza non c’è traccia. Per gli inguaribili nostalgici l’unica soluzione è cercarla usata in Inghilterra, dove se ne trovano ancora in ottimo stato attorno alle 5 mila sterline. 

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