Ultimo aggiornamento  12 novembre 2019 04:08

Drive A.I.: auto, parla con me.

Paolo Borgognone ·

Il grande problema nello sviluppo dei sistemi di guida autonoma sta ancora nella capacità del software di affrontare l'imprevisto. In particolare quando questo prende la forma di un essere umano, per definizione meno prevedibile di una macchina pure intelligente. 

Interazione uomo-robot

A questo e altro si lavora in California alla Drive A.I., startup fondata dalla prestigiosa Stanford University e all'avanguardia nella realizzazione di sistemi di guida autonoma. La più recente novità al riguardo è l'Hri (Human-Robot Interaction), un sistema di "dialogo" che permette all'auto robot di entrare in contatto con le persone che la circondano. Scena tipica: attraversamento pedonale. L'auto rallenta ma di solito il pedone prima di impegnare la sede stradale scambia un'occhiata - quasi inconsapevolmente - col guidatore per accertarsi di essere stato visto. Questo con un'auto robot non si può fare. Ecco quindi che Drive A.I. sta per testare delle auto dotate di un display sul tetto che "parlerà" con chi si trova intorno, confermando le proprie intenzioni. 

Educazione in strada

Le auto di domani, quindi, non comunicheranno solo con le frecce o gli stop, come succede oggi, ma saranno in grado di chiedere "permesso" prima di inserirsi in una corsia di marcia, o di segnalare la presenza di un incidente di fronte o ancora di chiedere scusa se ci hanno tagliato la strada. Questa funzione - dicono alla Drive A.I. -  sarà fondamentale soprattutto nei primi tempi in cui le auto robot saranno sulle nostre strade, quando avranno ancora molte occasioni per interagire con altre vetture non guidate dall'intelligenza artificiale

Il magico kit

L'Hri non è l'unica novità che stanno studiando dalle parti di San Francisco. I ricercatori della università - dove hanno studiato fra gli altri Jerry Yang, co-fondatore di Yahoo e un paio di presidenti degli Stati Uniti, Herbert Hoover e John Fitzgerald Kennedy - intende iniziare a breve i test di un kit che potrebbe trasformare (quasi) qualsiasi auto in una vettura a guida autonoma. Come? Attraverso l'utilizzo di un avanzatissimo software sviluppato con il deep learning, un processo d'apprendimento per l'intelligenza artificiale basato su enormi masse di dati.

Come insegnare

Sameep Tandin, ceo e co- fondatore di Drive A.I. è sicuro che questa sia la strada giusta: "Il cosiddetto deep learning, che sta nel nostro dna, è di sicuro il sistema migliore che oggi conosciamo per far funzionare davvero le auto robot". Anche Carol Reilly - presidente di Drive A.I. - è entusiasta di questi progressi: "E' come insegnare a guidare ad un ragazzo alle prime armi. Invece di tediarlo con noiose nozioni si utilizza l'esempio e la reiterazione delle situazioni affinché il cervello artificiale impari a catalogare e riconoscere le varie situazioni e a reagire nel modo più corretto". 

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