Ultimo aggiornamento  25 giugno 2019 22:42

La Cina motore della crescita elettrica.

Redazione ·

Nel primo semestre dell’anno, le vendite di auto elettriche e ibride plug in sono aumentate del 50% rispetto allo stesso periodo del 2015, secondo i dati diffusi da EV-Volumes.com. Nel totale dell’elettrificazione, il sito non dà lo spaccato delle vendite per modelli a zero emissioni e per le ibride, ma prevedibilmente sono le secondo a essere cresciute di più.

Boom dei marchi cinesi

La notizia vera è un’altra: è la Cina ad essere il motore di questa crescita virtuosa. Basta dare una occhiata al grafico fatto da EV-Volumes.com per capire che sono propri i marchi cinesi a segnare la maggio parte dei più, mentre i produttori di auto elettriche e ibride a noi più note galleggiano quasi tutte intorno allo zero. Altro dato: la crescita geografica è ovunque, ma in Cina è stata del 128%, in Giappone del 28%, in Europa del 21%, negli Usa del 18%, nel resto del mondo del 26%.

Chi sale e chi scende

BYD (acronimo di Build your dreams), costruttore cinese privato, ha aumentato le sue vendite più degli altri, +4,4% e una market share del 14,1%, mentre Nissan, pure con un secondo market share mondiale del 9,9%, è scesa del 3,2%. Giù anche Tesla, gruppo Volkswagen, Renault, Ford, mentre fra gli occidentali va bene Volvo (+1,5%) e gruppo Bmw (+0,5%). Significativo che all’ultimo posto della classifica per market share si trovi il gruppo Fiat Chrysler, che da poco tempo vende la Chrysler Pacifica ibrida plug in e da qualche anno la Fiat 500 elettrica, entrambe per ora solo in America.

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