Ultimo aggiornamento  14 giugno 2021 08:58

Truffe, occhio allo specchietto.

Marina Fanara ·

Nonostante questa tecnica di raggiro sia ormai tristemente nota, i furbetti dello specchietto rotto continuano a imperversare sulle strade d'Italia. Da nord a sud. Tantissimi gli episodi documentati sulle pagine di cronaca o direttamente dalla Polizia. La tecnica, più o meno, è sempre la stessa: i malfattori scelgono una vittima, la affiancano e simulano un urto lanciando sulla fiancata della sua auto un oggetto, di solito una pallina o un sasso di piccole dimensioni. Dopodiché, sostenendo di aver subito un danno allo specchietto retrovisore (che in realtà era già ammaccato) pretendono un risarcimento immediato.

In agguato in tutta Italia 

Se la tecnica usata è sempre la stessa (con varianti che riguardano finti danneggiamenti allo sportello), età e nazionalità dei malfattori varia (sia autoctoni che stranieri), così come la città dove decidono di fare "il colpo". Solo ad agosto, a dimostrazione che i truffatori non si fermano neppure nel periodo clou delle ferie, sono stati denunciati numerosi episodi dal Friuli (nei pressi di Udine e di Pordenone) al Veneto (Padova), dal Piemonte (Alessandria) alla Liguria (Carrara) e, scendendo verso sud, nella Capitale e dintorni, in Campania (Avellino, Nola, Torre del Greco) fino in Puglia (Trani).

Colpiti senza limiti di età

Le vittime? Donne e uomini, preferibilmente avanti con gli anni, ma c'è pure chi ha tentato di "gabbare" automobilisti trentenni e, addirittura, una suora che, però, non c'è cascata. E come lei molti altri perché, per fortuna, ormai si è sparsa la voce e sono sempre di più le persone che, fiutando odor di imbroglio, rifiutano qualsiasi richiesta di risarcimento o, appena pagato, corrono a denunciare il fatto alla polizia, aiutando gli agenti a stanare i malfattori. 

La Polizia lancia un hashtag anti truffa

Ovviamente, l'odioso fenomeno è arcinoto alle Forze dell'ordine, tanto che sul sito della Polizia di Stato c'è un elenco di consigli per difendersi da questi impostori, come, per esempio, quello di fare massima attenzione non solo quando si circola in strade strette e in zone poco trafficate, ma anche ai parcheggi dei centri commerciali e se ci si ferma in doppia fila. Sono questi i luoghi preferiti per le truffe. E poi, non farsi mai accompagnare presso un bancomat per prelevare quanto richiesto dagli imbroglioni e, comunque, al minimo sospetto, chiamare subito le Forze dell'ordine. Un invito che la Polizia sta diffondendo anche attraverso i social network con l'hashtag #chiamatecisempre finalizzato proprio a combattere questo tipo di truffe. Nel dubbio, una telefonata al 112 può salvarvi il portafoglio.

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