Ultimo aggiornamento  20 aprile 2019 12:41

Harley Davidson, scandalo emissioni a due ruote.

Paolo Borgognone ·

Dopo Volkswagen - travolta dallo scandalo "dieselgate" - un altro marchio storico incappa nelle sanzioni dell'EPA, l'Ente statunitense che controlla il livello di emissioni dei veicoli. La Harley Davidson - forse il più noto marchio di due ruote al mondo  - è stata infatti condannata a sborsare in totale 15 milioni di dollari, 12 di multa e 3 da investire in progetti per migliorare la "pulizia dell'aria".

Aquila Urlante

L'oggetto che ha creato il contenzioso tra la Harley e l'EPA si chiama "Screaming Eagle", letteralmente aquila urlante. Si tratta di un dispositivo elettronico - esteriormente è sostanzialmente una scatolina di colore arancione  - il cui scopo è di aumentare le prestazioni del motore e che viene venduto dalla rete Harley Davidson in tutti gli Stati Uniti. Molto fiorente è anche il commercio e lo scambio tra privati: basta fare un giro su un qualunque sito di vendita online per trovarne decine di esemplari. Oltre a far andare di più il motore, lo "Screaming Eagle" altera anche i livelli di inquinamento prodotto dalla motocicletta, raggiungendo - in particolare per quello che concerne gli ossidi di azoto - livelli non ammessi dalla legge federale in materia, il Clean Air Act

Buoni per la pista

Nel periodo che va dal 2008 al 2015 sarebbero state messe in commercio dalla rete ufficiale degli Stati Uniti almeno 340.000 "aquile urlanti" e oltre 15.000 pezzi di un altro dispositivo che interviene sull'iniezione elettronica con effetti simili. Secondo la casa produttrice questi dispositivi dovevano essere limitati all'uso in pista. La Harley Davidson è stata condannata anche per aver venduto circa 12.000 moto non corrispondenti ai canoni dell'EPA nel periodo tra il 2006 e il 2008. 

Vita dura per i furbi

La casa di Milwaukee si è offerta di ricomprare e quindi sostituire gratuitamente tutte le "Screaming Eagles" attualmente in circolazione e dovrà anche ritirare dal commercio e distruggere tutti gli altri esemplari ancora invenduti presso la sua rete: dalla Harley, comunque hanno tenuto a sottolineare come questo passo non voglia assolutamente significare una assunzione di colpa in proposito. Grande soddisfazione è stata invece espressa dagli enti governativi e da quanti si battono per un controllo delle emissioni. Clarence Ditlow - Presidente del Center for Auto Safety inc - ha dichiarato: " Quello che il governo sta facendo è stanare i comportamenti disonesti dell'industria, mettendo bene in chiaro che non saranno più tollerarti d'ora in poi".

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