Ultimo aggiornamento  18 ottobre 2019 21:27

Boccioni e l'automobile.

Redazione ·

Ricorre il 17 agosto il centenario della scomparsa di Umberto Boccioni, pittore e scultore italiano esponente del Futurismo, che fra le tante opere ha realizzato le tempere con i soggetti automobilistici di proprietà dell’Automobile Club d’Italia.

Sette opere del 1904

Si tratta di sette opere, in diversi formati (da 51x84 cm a 70,5x125 cm), realizzate tra la primavera e l'autunno del 1904, che esprimono l’entusiasmo generato dalla sfrenata corsa dei veicoli e dal vorticoso movimento dei motori lanciati in gara alla massima velocità, dipinte da un artista che diventerà uno dei maggiori protagonisti della scena culturale internazionale del secolo.

La velocità come progresso

Già dalla sua nascita l'automobile rappresenta l'idea della sfida, della competizione, e Boccioni avrebbe realizzato questi bozzetti ispirandosi al proprio personale modo di interpretare l’accelerazione e l’impeto dell’auto. Perché è proprio la velocità ad affascinarlo, la velocità come espressione di progresso e come un'idea nuova da rappresentare. Le immagini, di grande impatto visivo, illustrano le varie situazioni, anche paradossali, che si potevano creare in occasione delle prime gare automobilistiche. L’Italia stava entrando nel mondo delle competizioni internazionali e già nel 1904, per espandere il nascente mercato dell’auto e incrementare le esportazioni, nel nostro Paese si erano sviluppate circa quaranta tra fabbriche e officine di montaggio.

Boccioni anticipa il Futurismo

Boccioni precursore per quanto riguarda il linguaggio stesso dell’arte, che sarà modificato qualche anno dopo con il Futurismo quando viene ridefinita la struttura stessa dell’immagine mediante nuove coordinate spazio-temporali. Nei pannelli dell’ACI è già racchiuso questo pensiero: l’assoluta sintesi, l’enfasi degli scorci, le angolazioni esagerate, l’improvvisa interruzione della scena, creano la sensazione di una durata prolungata nel tempo e, contemporaneamente, del precipitare improvviso dell’azione sullo spettatore. Costruite quasi tutte sulla diagonale della composizione, le tempere dell’ACI, oltre alla grande freschezza, mostrano un’intensa riflessione sulla maniera di figurare il movimento e una conoscenza approfondita della dinamica della macchina.

I titoli

Questi i titoli delle opere: “Automobili in corsa e contadinelli”, “Auto in salita”, “Auto in discesa”, “Auto in corsa”, “Automobilisti e bambini”, “Automobile e caccia alla volpe” e “Automobilisti e contadinelli”.

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