Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2019 01:23

Mercedes come Bmw, un marchio per le elettriche.

Enrico Artifoni ·

Ormai è certo, dopo Bmw anche Mercedes avrà un sub-brand dedicato alle vetture parzialmente o totalmente elettriche. Rimane da decidere il nome, ma il tempo stringe perché già nel prossimo autunno, al Salone di Parigi, sarà svelato il prototipo di un suv a batterie con 500 chilometri di autonomia destinato alla produzione in serie entro il 2020. E secondo quanto anticipato da Bloomberg, il programma prevede in rapida sequenza la commercializzazione con il nuovo marchio di altri tre modelli, un suv e due berline.

A corrente tutte le Smart

In realtà nel listino di Mercedes c’è già un’elettrica pura, la Classe B, ma si tratta di una variante di un modello esistente, allo stesso modo delle sette ibride (a benzina-elettriche e Diesel-elettriche) che compongono una gamma che va dalla Classe C alla S passando per i suv. E varianti del modello normale saranno pure le nuove Smart elettriche, oltre alla fortwo anche la forfour, attese sul mercato a partire dall’anno prossimo.

e-tron può bastare 

Per non essere da meno nella corsa all’elettrificazione, Audi ha già annunciato per il 2018 la commercializzazione del suo primo modello esclusivamente a batterie: un Suv derivato dalla concept e-tron quattro presentata lo scorso anno al Salone di Francoforte che dovrebbe inserirsi nella gamma fra Q5 e Q7. Non è prevista, per il momento, la nascita di un sub-brand, ma di  fatto Audi identifica già con la denominazione e-tron le sue vetture elettrificate (le versioni ibride plug-in della A3 Sportback e della Q7 tremila TDI).

Più autonomia per la i3

Bmw non prevede a breve un ulteriore ampliamento della gamma “i”. Però ha incrementato nel frattempo la potenza delle batterie (da 60 a 94 Ah) e di conseguenza (da 190 a 312 km) l’autonomia teorica della i3. Ha posto così rimedio, almeno parzialmente, a uno dei limiti più grandi alla diffusione del modello, non a caso acquistato sinora quasi solamente con l’optional del range extender. Il costruttore bavarese continua ad ampliare inoltre la gamma delle sue ibride. Silenzio invece sull’eventuale prosecuzione dei test per una Mini a batterie, dopo gli esperimenti compiuti con la precedente generazione.

Perché devono o perché ci credono?

Il successo di Tesla, concorrente americano che si staglia minaccioso all’orizzonte del mercato del lusso, ha certamente dato uno scossone. Ma la svolta elettrica da parte dei costruttori tedeschi di vetture premium appare dettata, a dire il vero, più dalla necessità di soddisfare le normative sempre più restrittive sulle emissioni inquinanti e di rientrare nel limite medio di 95 g/km di Co2 fissato dalla Unione europea per il 2021, che dalla convinzione che le vendite di queste vetture possano realmente decollare.

L'alternativa che non c'è

Un po’ tutti, in passato, hanno flirtato con altri tipi di propulsione, in particolare quella a idrogeno su cui scommise Bmw. E anche adesso nessuno ne esclude l’adozione, anzi si continua a investire sulle varie alternative. L’elettrica trae vantaggio dalla semplicità di una tecnologia che esiste già, ma rimangono irrisolti per ora i problemi della limitata autonomia delle batterie, dei lunghi tempi di ricarica e dei costi elevati.

Meno di 2mila richieste di bonus

Una forte spinta alla diffusione di elettriche e ibride è attesa dall’introduzione sul primo mercato d’Europa, quello tedesco, di forti incentivi all’acquisto: rispettivamente 4mila e 3mila euro a vettura, per un totale di 1,2 miliardi di euro messi sul piatto da governo e Case automobilistiche per portare su strada circa 400mila auto entro giugno 2019. L’accoglienza nel primo mese di applicazione però è stata tiepida: solo 1.791 richieste di incentivo nel luglio scorso, circa un terzo delle quali per i modelli Bmw (in particolare la i3) e un quarto per le vetture a emissioni zero di Renault.

In Italia crescono solo le ibride    

Non va meglio per le elettriche in Italia, anzi. In assenza di incentivi, nei primi sette mesi di quest’anno sono state immatricolate solo 759 vetture (quasi 300 in meno rispetto al 2015), con la netta prevalenza di Nissan (306 unità) grazie alla Leaf. Con 127 immatricolazioni cominciano a diventare significativi anche i  numeri di Tesla. Mercedes e BMW invece hanno consegnato rispettivamente 43 e 24 vetture. In crescita solo i numeri delle ibride: 22.363 nei primi sette mesi del 2016, contro 15.294 dello scorso anno.

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