Ultimo aggiornamento  20 novembre 2019 02:47

Tesla, i conti non tornano.

Paolo Borgognone ·

Tesla Motors amplia le perdite nel corso del secondo trimestre 2016 e lo fa quasi del doppio rispetto alle previsioni degli analisti di Wall Street. Il "rosso" è stato di 293,2 milioni dollari a fronte di ricavi che hanno raggiunto, nel periodo preso in esame, gli 1.27 miliardi di dollari. La borsa non ha tuttavia reagito male, facendo perdere al titolo solo l'1%. 

I motivi

Tra i motivi delle perdite, ci sono i grandi investimenti fatti dal patron di Tesla, Elon Musk, per la costruzione della Gigafactory in Nevada, che realizzerà sia le batterie per le auto elettriche che altre componenti e impiegherà, una volta a pieno regime, oltre 10.000 operai. Ci sono poi gli oneri per lo sviluppo della linea di produzione della Model 3 e l'espansione della rete commerciale - si parla di un nuovo spazio vendita aperto ogni quattro giorni. Senza dimenticare che la fusione con Solar City ha sollevato più di una domanda fra gli analisti. 

Obiettivi mancati 

A tutto questo si deve aggiungere il mancato raggiungimento degli obiettivi di produzione. La società californiana ha costruito in questo periodo 18.345 autovetture - tutte Model S e X - ma è riuscita a consegnarne soltanto 14.400, contro un target di 17.000. Anche se il risultato trimestrale parla di un aumento della produzione del 18% - e di una crescita dei ricavi in questo settore del 33% - gli obiettivi prefissati ad inizio anno non sono stati raggiunti. Tesla è comunque convinta di arrivare a produrre 2.200 auto alla settimana già in questo trimestre e di giungere dall'obiettivo di 2.400 auto ogni sette giorni per la fine dell'anno. 

Il futuro 

La compagnia sta spendendo con la stessa velocità con cui guadagna. Il suo patrimonio è salito a 3.25 miliardi di dollari, ma le spese previste per sostenere gli ulteriori sviluppi ammontano ad oltre 2.25 miliardi di dollari per il 2016. La maggiore preoccupazione degli investitori è la difficoltà di Tesla di mettere in pratica i propri piani di crescita. Per ora il fulcro dell'attività rimangono le Model  X e S, ma con una produzione ancora relativamente ridotta, in particolare se confrontata con l'obiettivo delle 500.000 auto, da realizzare entro il 2018 grazie al prossimo arrivo della Model 3, la più economica delle Tesla. 

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