Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 14:47

Mai più bimbi dimenticati in auto.

Marco Perugini ·

"Non escludo che il nuovo Codice della Strada in discussione al Senato possa prevedere l'obbligo di seggiolini per bambini dotati di dispositivi di segnalazione. Ne abbiamo discusso con relatori e tecnici: la tecnologia offre l'opportunità di intervenire per evitare drammi che troppo spesso si ripetono, soprattutto in estate". Lo ha dichiarato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, accogliendo le sollecitazioni non solo della filiera automotive dopo l’ennesima tragedia che ha provocato la morte di una bambina dimenticata dalla madre in auto in un parcheggio assolato. Le cronache contano almeno cinque episodi analoghi in Italia negli ultimi 8 anni, tutti con esito drammatico, e secondo uno studio americano si verificano 40 casi ogni anno negli Usa.

Dinamica di una tragedia

Capire cosa accade al bimbo lasciato in auto è semplice: la sua temperatura corporea sale più velocemente di quella di un adulto a causa della superficie fisica ridotta e della minore quantità di liquidi nell’organismo; poiché nel veicolo fermo al sole il calore aumenta di 1 grado ogni 60 secondi fino a raggiungere i 50° anche nelle giornate più miti, possono bastare 20 minuti per entrare in ipertermia, che dopo due ore può essere fatale. E' invece difficile comprendere come la mente di un genitore vada in tilt, dimenticando il figlio nella vettura. Secondo molti studiosi, routine e stress favoriscono vuoti di memoria soprattutto se combinati con fonti di distrazione come il cellulare: un pensiero assillante o una telefonata possono far saltare non solo la “fermata” dedicata alla scuola del bambino, ma addirittura la consapevolezza di averlo a bordo.

Tecnologia in aiuto

Sono tanti i dispositivi elettronici come quelli richiamati dal viceministro Nencini, molti dei quali di facile ed economica istallazione. Ne è un esempio il 4Life ideato da HiLab, il laboratorio di ricerca applicata dell’Istituto Michele Giua di Cagliari, protagonista nell’ultima edizione europea di Maker Faire, show dell’innovazione: con meno di 100 euro e due metri di cavo alimentato dall’accendisigari si collega qualunque seggiolino a un sensore e un altoparlante. Il sistema rileva automaticamente la presenza del bambino e allo spegnimento del motore fa partire un suono che richiama l’attenzione del genitore. Se quest’ultimo non interviene, il kit avvisa ad alto volume i passanti ed eventualmente invia sms a numeri registrati con le coordinate per localizzazione dei soccorsi. Sul mercato ci sono già soluzioni simili, come il Remmy (prezzi da 60 euro) che abbina la funzione di reminder a quella di alert, in grado di segnalare lo spostamento del bambino sul seggiolino magari dopo essersi autonomamente slacciato la cintura.

App salvavita

Il colosso informatico Google sta valutando nella sua app di navigazione Waze una specifica funzione di "reminder": ad ogni destinazione raggiunta appare sul display dello smartphone il messaggio "Non dimenticare il bambino: non fare l'idiota!". Il messaggio è sottolineato da toni forti proprio per l'importanza vitale dell'ammonimento. Il servizio è già disponibile nell'anticipazione beta reperibile online, ma se il test sarà positivo la novità potrebbe diventare parte integrante della versione ufficiale attesa nei prossimi giorni

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